Dal 2026, pagamenti elettronici e trasmissione fiscale: tutto quello che c’è da sapere
Data di pubblicazione: 15.01.2026
Ultimo aggiornamento: 15.01.2026
L’Italia si prepara a una trasformazione significativa nella gestione dei pagamenti digitali e della rendicontazione fiscale. Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, dal 1° gennaio 2026 tutti gli esercenti dovranno associare, ai dati del proprio registratore di cassa, i corrispondenti dati dei gestori dei loro pagamenti elettronici. Questo cambiamento creerà una relazione più forte tra i corrispettivi fiscali e i pagamenti processati tramite strumenti elettronici e permetterà all’Agenzia delle Entrate una maggiore capacità di monitoraggio.
L’obiettivo principale di questa riforma è chiaro: ridurre l’evasione fiscale, aumentare la trasparenza delle transazioni e modernizzare il sistema di rendicontazione del Paese. Il tax gap in Italia si è già ridotto di circa 25 miliardi di euro tra il 2017 e il 2021, grazie soprattutto all’adozione della fatturazione elettronica e dei sistemi digitali di trasmissione degli scontrini (Ricotti, 2025, p. 8). Per gli esercenti, ciò si traduce nella necessità di aggiornare o integrare i propri sistemi per rispettare i nuovi requisiti. L’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato le linee guida ufficiali che spiegano come associare i terminali di pagamento elettronico (come i POS) ai registratori di cassa o ai registratori telematici. Questa nuova normativa rappresenta un’opportunità importante per chi desidera semplificare la gestione dei pagamenti e degli obblighi fiscali, garantendo al contempo la tranquillità di essere in regola con i nuovi standard.
Il nuovo sistema di collegamento dell’Agenzia delle Entrate è stato progettato per essere semplice e digitale. All’interno del nuovo servizio online sarà possibile effettuare il collegamento in pochi semplici passi:
- Per prima cosa gli esercenti dovranno accedere con le credenziali assegnate dall’Agenzia delle Entrate nella sezione “Fatture e Corrispettivi” del sito.
- All’interno della nuova area che verrà predisposta nelle prossime settimane, gli esercenti troveranno un elenco degli strumenti di pagamento, come i terminali POS, che già risultano in uso tramite le comunicazioni fatte dagli operatori finanziari loro fornitori.
- Basterà selezionare il dispositivo interessato e associarlo al proprio registratore telematico, già presente nel sistema. Per chi trasmetterà gli scontrini giornalieri direttamente tramite la procedura web dell’Agenzia delle Entrate, l’associazione sarà gestita all’interno dello stesso processo online.
Questo approccio digitale è pensato per semplificare la compliance normativa e ridurre al minimo l’impatto sulle attività quotidiane.
Questo momento di transazione ha generato preoccupazioni da parte degli esercenti, soprattutto in merito ai possibili costi di aggiornamento delle attrezzature, alle incertezze tecniche sulla compatibilità dei sistemi, alle scadenze ravvicinate e al rischio di sanzioni in caso di mancato adeguamento.
Le piccole imprese, in particolare, temono il peso economico e tecnico, oltre alla mancanza di informazioni chiare e di supporto da parte dei provider, che rischiano di rendere la gestione dei pagamenti complicata a causa di sistemi obsoleti che rallentano le operazioni e rischiano di far perdere vendite, mentre la compliance fiscale richiede attenzione costante per evitare errori e multe. La tecnologia, se troppo complessa o costosa, può diventare un ostacolo invece che un alleato, soprattutto per chi ha risorse limitate.
Queste preoccupazioni sono particolarmente attuali, dato che i pagamenti digitali in Italia stanno crescendo rapidamente: nel 2024 il mercato ha raggiunto i 444 miliardi di euro, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente (Osservatorio Innovative Payments). Allo stesso tempo, le abitudini dei consumatori stanno cambiando, con il 67% degli italiani che ora preferisce i pagamenti elettronici al contante per gli acquisti quotidiani (Banca d’Italia, Payment Habits Report 2024). Questo cambiamento è sostenuto da un’infrastruttura solida dato che nel 2025 si contano oltre 3,3 milioni di terminali POS attivi a livello nazionale (Banca d’Italia, Payment System Statistics 2025, p. 15). Nonostante la crescita, l’Italia mantiene uno dei tassi di frode più bassi in Europa sui pagamenti elettronici, grazie a sistemi di sicurezza avanzati (Banca d’Italia, Fraud Report 2024).
In questo scenario, stanno emergendo nuove soluzioni. Ad esempio, come myPOS ci impegniamo a supportare gli esercenti in ogni fase della transizione, offrendo soluzioni POS già conformi alle nuove normative e assistenza dedicata per garantire che l’associazione richiesta sia completata nei tempi previsti dall’Agenzia delle Entrate, grazie anche alle funzionalità delle nostre soluzioni, in grado di abilitare l’accettazione di pagamenti contactless, carte, smartphone e wearable, oltre alla gestione degli scontrini digitali e alla trasmissione automatica dei dati fiscali grazie alla soluzione myPOS Order.
Mentre l’Italia si avvia verso un ecosistema di pagamenti digitali sempre più integrato e trasparente, aiutare gli esercenti a navigare questi cambiamenti con sicurezza ed efficienza, garantendo la continuità aziendale e la piena conformità senza interruzioni nelle operazioni quotidiane, è fondamentale per il Paese e il suo tessuto economico.




