Cos’è una fattura e come emetterla
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Cos’è una fattura e come emetterla

Cos’è una fattura? La fattura è uno tra i documenti fiscali più importanti per le attività con Partita IVA. Costituisce un elemento rilevante ai fini contabili e fiscali e rappresenta la base per la determinazione dell’imponibile e delle imposte dovute. 

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso alla maggior parte dei contribuenti, inclusi i soggetti in regime forfettario, con alcune eccezioni previste dalla normativa. Conoscere le regole di compilazione, le tipologie disponibili e le scadenze di emissione è quindi un requisito imprescindibile per ogni professionista e impresa.

Cos’è una fattura?

La fattura è un documento fiscale che certifica l’avvenuta cessione di un bene o l’erogazione di un servizio tra due soggetti: il fornitore e il cliente. Il fornitore emette la fattura e attesta di aver eseguito una prestazione. Il cliente, invece, riceve la fattura e ha la prova documentale dell’acquisto effettuato e dell’importo dovuto.

Dal punto di vista legale, la fattura assolve a tre funzioni principali:

  • È uno strumento di riscossione: permette al fornitore di richiedere formalmente il pagamento. 
  • È un documento fiscale: consente di calcolare l’IVA dovuta e costituisce la base per la dichiarazione dei redditi.
  • Ha valore legale: la fattura costituisce un documento utile a dimostrare l’esistenza di un’operazione commerciale e può essere utilizzata, insieme ad altri elementi, in sede giudiziaria anche per la richiesta di un decreto ingiuntivo.

A differenza del “documento commerciale”, che costituisce la modalità ordinaria di certificazione delle operazioni verso consumatori finali, la fattura è il documento tipico delle transazioni tra soggetti passivi IVA (B2B)

Nei rapporti con consumatori finali (B2C), l’obbligo di emettere fattura dipende dall’attività svolta e dalla disciplina applicabile. Per alcune categorie la fattura è emessa solo su richiesta del cliente o nei casi previsti dalla legge, mentre per altre (ad esempio molti professionisti) la fattura deve essere sempre emessa.

In Italia, la fattura elettronica è obbligatoria per la maggior parte delle operazioni tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio nazionale, come previsto dalla Legge n. 205/2017 (art. 1, commi 909-916), che ha introdotto l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica. Successivi interventi normativi, tra cui il Decreto-Legge n. 36/2022, hanno esteso ulteriormente l’obbligo anche ad altre categorie di contribuenti.

A cosa serve la fattura

A cosa serve la fattura?

La fattura svolge funzioni diverse ma strettamente collegate tra loro, che riguardano sia gli aspetti fiscali sia quelli gestionali e legali dell’attività. 

Questo documento è infatti usato per:

  • Riscuotere i pagamenti: la fattura è lo strumento formale con cui si richiede il corrispettivo per una prestazione o una cessione.
  • Rispettare gli adempimenti fiscali: La fattura è un documento rilevante ai fini della contabilità e degli adempimenti fiscali, in quanto contribuisce alla determinazione dei dati utilizzati per le dichiarazioni IVA e per la dichiarazione dei redditi.
  • Gestire la contabilità: ogni fattura emessa o ricevuta può essere rilevante ai fini della contabilità dell’impresa e deve essere conservata secondo gli obblighi previsti dalla normativa fiscale. Nei regimi contabili ordinari e semplificati, le fatture sono generalmente registrate nei registri contabili e IVA, contribuendo alla determinazione di ricavi, costi e posizione fiscale dell’attività.
  • Tutelare i rapporti commerciali: in caso di contestazioni o mancati pagamenti, la fattura costituisce prova dell’accordo commerciale e dell’entità del credito vantato. È il punto di partenza per qualsiasi azione di recupero crediti.
  • Tracciare le vendite: l’archivio delle fatture emesse è uno strumento prezioso per monitorare l’andamento delle vendite, identificare i clienti più attivi e pianificare le previsioni di incasso.

La fattura è quindi uno strumento essenziale per gestire correttamente pagamenti, contabilità e rapporti con clienti e fornitori.

Chi deve emettere una fattura?

L’obbligo di fatturazione riguarda i soggetti passivi IVA che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nell’esercizio di un’attività economica, salvo i casi di esonero previsti dalla normativa.

Tra i soggetti obbligati a emettere fatture rientrano:

  • Liberi professionisti (avvocati, consulenti, architetti, designer, ecc.);
  • Lavoratori autonomi con Partita IVA;
  • Imprese individuali e società di persone;
  • Società di capitali (SRL, SPA, ecc.);
  • Artigiani e commercianti.

La fattura è emessa nei confronti di altri soggetti con Partita IVA (B2B) e, nei rapporti con consumatori finali (B2C), solo nei casi previsti dalla normativa o su richiesta del cliente. Per alcune categorie di operatori (ad esempio commercio al dettaglio e attività assimilate ai sensi dell’art. 22 del DPR 633/72), la certificazione delle operazioni verso consumatori avviene normalmente tramite “documento commerciale”, mentre la fattura viene emessa solo se richiesta o nei casi obbligatori.

Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione alcune categorie particolari. Tuttavia, si tratta di eccezioni isolate che vanno verificate caso per caso con un commercialista.

Quando deve essere emessa una fattura?

I termini di emissione della fattura dipendono dalla tipologia di operazione e dalla modalità di fatturazione scelta. 

Occorre quindi distinguere tra le diverse modalità di emissione di una fattura:

  • Fattura immediata: deve essere emessa entro 12 giorni dalla data in cui l’operazione si è effettivamente realizzata.
  • Fattura differita: consente di riepilogare in un unico documento fiscale tutte le operazioni effettuate con lo stesso cliente nel corso del mese. La scadenza è il giorno 15 del mese successivo a quello in cui le operazioni sono state eseguite. Questo approccio è particolarmente usato da imprese con rapporti commerciali continuativi con gli stessi fornitori o clienti.
  • Rimborsi spese: il trattamento fiscale dei rimborsi dipende dalla loro natura. Le somme ricevute a titolo di rimborso possono, in alcuni casi, costituire parte del compenso e quindi essere soggette a fatturazione e IVA. Fanno eccezione le “anticipazioni in nome e per conto del cliente” ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/72, che non concorrono a formare la base imponibile IVA, a condizione che siano adeguatamente documentate e intestate al cliente. Negli altri casi, i rimborsi spese (ad esempio oneri accessori o spese riaddebitate) sono generalmente considerati parte del corrispettivo e devono essere inclusi nella fattura.

Il mancato rispetto dei termini di emissione comporta sanzioni amministrative.

Come si crea una fattura

Per creare una fattura è solitamente necessario utilizzare un software o un servizio che generi il file nel formato previsto e lo trasmetta al Sistema di Interscambio (SdI) attraverso uno dei canali abilitati.

Questo collegamento è indispensabile perché consente la validazione formale del documento e la sua trasmissione secondo le regole previste. Restano previste alcune esclusioni o casi particolari in cui non si applica l’obbligo di fattura elettronica oppure sono ammesse modalità alternative di documentazione dell’operazione.

Una volta compilata, la fattura elettronica viene generata in formato XML e inviata telematicamente tramite il SdI. Il sistema effettua controlli formali e tecnici sul file e, in caso di esito positivo, lo recapita al destinatario. L’invio tramite SdI assicura la corretta trasmissione e la rilevanza fiscale del documento, ma non attesta la correttezza sostanziale dei dati fiscali riportati in fattura, che resta in capo all’emittente.

In pratica, il processo consiste nell’inserimento dei dati all’interno del software, che si occupa poi della struttura del file e dell’invio. La correttezza delle informazioni inserite è fondamentale per evitare scarti o errori di trasmissione.

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Informazioni necessarie prima di creare una fattura

Una fattura deve includere una serie di informazioni obbligatorie stabilite dall’articolo 21 del DPR 633/1972. A questo si aggiungono i dati necessari per la fatturazione elettronica, come il codice destinatario o l’indirizzo PEC del cliente. 

In particolare, una fattura deve riportare:

  • I dati identificativi del soggetto emittente;
  • I dati del cliente;
  • La descrizione dei beni o servizi forniti;
  • I valori economici della transazione;
  • Le informazioni fiscali (IVA, imponibile, imposta);
  • I dati richiesti per la trasmissione elettronica tramite SdI.

Solo la presenza completa e corretta di questi elementi rende la fattura conforme alla normativa. Vediamo però in dettaglio le sezioni principali da compilare.

Sezione dati dell'attività

La prima parte della fattura contiene le informazioni che identificano il soggetto che emette il documento. Questi dati consentono all'Agenzia delle Entrate e al cliente di individuare correttamente l'impresa o il professionista che ha effettuato la prestazione.

Generalmente è necessario indicare:

  • Partita IVA;
  • Denominazione aziendale oppure nome e cognome;
  • Indirizzo della sede;
  • CAP;
  • Comune;
  • Provincia.

La corretta compilazione di questa sezione è fondamentale per garantire la validità fiscale della fattura e l'esatta identificazione del soggetto emittente.

Sezione dati del cliente

Dopo aver inserito i dati dell'emittente, è necessario riportare le informazioni relative al cliente destinatario della fattura. I dati richiesti possono variare leggermente a seconda che il cliente sia un privato, un professionista o un'azienda.

Tra le informazioni del cliente da includere rientrano:

  • Partita IVA o codice fiscale;
  • Denominazione aziendale oppure nome e cognome;
  • Indirizzo;
  • CAP;
  • Comune;
  • Provincia;
  • Codice destinatario o indirizzo PEC per la fatturazione elettronica.

Questi dati permettono di recapitare correttamente la fattura e di associare l'operazione al soggetto che ha acquistato il bene o il servizio.

Sezione dati della fattura

Questa sezione contiene tutte le informazioni relative all'operazione commerciale effettuata. È qui che vengono riportati gli elementi necessari per determinare il valore della transazione e il relativo trattamento fiscale.

I principali dati relativi all’operazione commerciale da includere sono:

  • Tipologia di documento;
  • Numero progressivo della fattura;
  • Data di emissione;
  • Valuta;
  • Descrizione dei beni o servizi forniti;
  • Imponibile;
  • Aliquota IVA applicata;
  • Imposta;
  • Importo totale.

Una compilazione accurata di questi campi consente di documentare correttamente la transazione e di evitare contestazioni o errori contabili.

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Informazioni aggiuntive che possono essere inserite in fattura

Oltre ai dati obbligatori, in alcuni casi specifici è necessario inserire alcune informazioni aggiuntive in fattura. Si tratta di elementi che dipendono dal tipo di attività, dal regime fiscale o dalla natura dell’operazione e che non sono sempre presenti in tutte le fatture. 

Tra le principali informazioni aggiuntive rientrano:

  • Imposta di bollo: si applica il bollo da 2€ alle fatture che documentano operazioni non assoggettate a IVA, come operazioni esenti, non imponibili o escluse, di importo superiore a 77,47€. L’imposta non è dovuta sulle operazioni soggette a IVA. Sono inoltre esclusi, in via generale, i casi in cui l’IVA è assolta con meccanismo di reverse charge, in quanto l’operazione è comunque soggetta a imposta, seppure assolta dal destinatario.
  • Ritenuta d’acconto: la ritenuta d’acconto si applica, nei casi previsti dalla normativa, ai compensi corrisposti a professionisti o collaboratori. In fattura, quando dovuta, vengono indicati l’imponibile soggetto a ritenuta e la percentuale applicata, così da determinare il compenso netto.
  • Cassa previdenziale: per i professionisti iscritti a casse previdenziali di categoria (Inarcassa, Cassa Forense, ecc.) va indicata la percentuale del contributo integrativo e il relativo importo.
  • Sconti e maggiorazioni: in presenza di sconti o aumenti di prezzo, è necessario riportare le relative percentuali e importi. Questo permette di calcolare in modo corretto il valore finale della transazione e l’imponibile fiscale.
  • Riferimenti a fatture o documenti collegati: in alcuni casi la fattura può essere collegata ad altri documenti, come acconti, fatture precedenti o contratti. Inserire questi riferimenti aiuta a ricostruire in modo chiaro l’operazione commerciale.

L'obiettivo di questi dettagli è garantire che le transazioni siano registrate in modo corretto e conforme alle normative fiscali. Questo permette di facilitare il monitoraggio, la rendicontazione e aiuta a evitare eventuali problemi fiscali.

Formato della fattura in Italia

Le fatture possono essere emesse in diversi formati, ciascuno caratterizzato da specifiche modalità di creazione, trasmissione e conservazione. Il formato del documento riveste un ruolo importante perché determina il modo in cui la fattura viene gestita e registrata. I due principali formati sono la fattura elettronica e la fattura cartacea.

La fattura elettronica

La fattura elettronica è un documento fiscale digitale emesso, trasmesso e conservato in formato elettronico. A differenza di una fattura tradizionale in PDF o su carta, non consiste semplicemente in un documento visualizzabile. È un file strutturato che può essere letto ed elaborato automaticamente dai sistemi informatici.

In Italia, la fattura elettronica viene generata nel formato XML (eXtensible Markup Language). Si tratta di uno standard che consente di organizzare in modo uniforme tutte le informazioni fiscali richieste dalla normativa. Questo formato permette all'Agenzia delle Entrate di verificare e gestire automaticamente i dati contenuti nel documento.

La trasmissione delle fatture elettroniche avviene attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma gestita dall'Agenzia delle Entrate. Questa riceve le fatture, effettua controlli formali e le recapita ai destinatari.

Rispetto alle fatture tradizionali, la fattura elettronica offre una maggiore automazione dei processi amministrativi e una migliore tracciabilità delle operazioni. Per questo motivo, rappresenta oggi la modalità ordinaria di emissione dei documenti fiscali.

Come generare e inviare una fattura elettronica

Per emettere fatture elettroniche è necessario utilizzare un software di fatturazione compatibile con le specifiche SdI. 

Tra le opzioni disponibili per generare le fatture rientrano:

  • Il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi), adatto per volumi ridotti;
  • Software gestionali professionali (Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti, QuickBooks e altri), che offrono funzionalità avanzate di gestione e archiviazione;
  • Soluzioni integrate all'interno di ERP aziendali.

Il primo passaggio per generare una fattura elettronica consiste nell'inserire tutti i dati necessari all'interno del software. Una volta completata la compilazione, il programma genera automaticamente il file nel formato XML richiesto dall'Agenzia delle Entrate.

Prima dell'invio, il software esegue generalmente una serie di controlli per verificare la presenza dei dati obbligatori e ridurre il rischio di errori formali. Successivamente, la fattura viene trasmessa al Sistema di Interscambio, che svolge ulteriori verifiche sul documento.

Se i controlli vengono superati, il SdI recapita la fattura al destinatario tramite il relativo codice destinatario o indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata). In caso di errori o informazioni mancanti, il sistema può invece scartare il documento, richiedendo la correzione dei dati prima di un nuovo invio.

Il documento deve essere conservato mediante un sistema di conservazione digitale a norma per il periodo previsto dalla legge, generalmente pari a 10 anni. La conservazione può essere gestita internamente oppure affidata a soggetti terzi che operino nel rispetto del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e delle Linee guida AgID.

Fattura cartacea: è ancora ammessa?

Per molti anni la fattura cartacea ha rappresentato il formato standard per documentare vendite e prestazioni di servizi. Con la progressiva digitalizzazione del sistema fiscale italiano, tuttavia, è stata introdotta gradualmente la fatturazione elettronica, riducendo sempre più il ricorso ai documenti cartacei.

L'effettivo obbligo di fatturazione elettronica è stato introdotto in diverse fasi:

  • Dal 2014 per le operazioni verso la Pubblica Amministrazione;
  • Dal 2019 per la maggior parte delle operazioni tra soggetti privati residenti o stabiliti in Italia;
  • Dal 2024 anche per i contribuenti in regime forfettario.

Nella maggior parte dei casi, perciò, una fattura emessa esclusivamente in formato cartaceo non soddisfa gli obblighi fiscali previsti dalla normativa. Esistono tuttavia alcune situazioni particolari in cui la fattura elettronica non è richiesta o si applicano regole specifiche. 

Tali eccezioni dipendono dalla tipologia di soggetto coinvolto o dalla natura dell'operazione effettuata. Sono inoltre disciplinate da specifiche disposizioni normative. Prima di emettere una fattura cartacea, perciò, è sempre consigliabile verificare quali obblighi si applicano al proprio caso.

Tipi di fatture

Tipi di fatture

A seconda della natura dell'operazione, delle modalità di pagamento o delle esigenze amministrative, è possibile emettere diverse tipologie di fattura

Ecco le principali categorie utilizzate da imprese e professionisti, con le relative caratteristiche e casi d'uso.

Fattura immediata

Questa è la tipologia di fattura più diffusa ed è emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Nel documento possono essere distinte la data dell’operazione e la data di emissione.

La prima indica il momento in cui la cessione o prestazione si considera effettuata. La seconda, invece, è la data in cui la fattura viene trasmessa o generata. Ad esempio, se acquisti un prodotto in un negozio fisico, la fattura immediata verrà emessa con la data dell’acquisto.

Fattura differita

La fattura differita è utilizzata per riepilogare tutte le operazioni relative alle cessioni di beni o alle prestazioni effettuate nello stesso periodo nei confronti di un determinato cliente. In pratica, viene emessa una sola fattura che riassume tutte le transazioni effettuate in un determinato arco temporale. Questa soluzione semplifica la gestione amministrativa e la contabilizzazione di operazioni multiple.

Fattura proforma

La fattura proforma è un documento privo di valore fiscale che viene emesso prima della conclusione dell'operazione. Viene utilizzata per comunicare al cliente l'importo che dovrà corrispondere o per richiedere un pagamento anticipato.

A differenza di una fattura ordinaria:

  • Non genera obblighi fiscali;
  • Non deve essere registrata in contabilità come una fattura definitiva;
  • Non determina il versamento dell'IVA;
  • Non costituisce un documento fiscale valido.

La fattura proforma viene spesso utilizzata da professionisti e consulenti per anticipare al cliente i costi della prestazione prima dell'emissione della fattura definitiva.

Fattura accompagnatoria

Questo documento si colloca a metà strada tra una fattura e un documento di trasporto (DDT). Viene utilizzato quando una merce deve essere consegnata da un'azienda a un cliente.

Il documento accompagna la spedizione e contiene sia le informazioni relative ai beni trasportati sia gli elementi necessari per la fatturazione.

Fattura di acconto

La fattura di acconto viene emessa quando il pagamento avviene in più tranche e il cliente versa una somma anticipata prima della conclusione dell'operazione. 

Ad esempio, se è previsto un anticipo prima della consegna di beni o dell'erogazione di un servizio, l'importo ricevuto deve essere documentato mediante una fattura di acconto.

Fattura a saldo

La fattura a saldo viene emessa per documentare il pagamento finale di un'operazione già parzialmente fatturata tramite uno o più acconti

In questi casi, il documento riporta l'importo residuo ancora dovuto dal cliente e consente di chiudere definitivamente il rapporto economico relativo alla prestazione o alla vendita effettuata.

Fatture internazionali

Un’ulteriore tipologia da considerare riguarda le fatture destinate all’estero, ovvero le operazioni commerciali con clienti o fornitori situati fuori dall’Italia.

Dal 1° luglio 2022, in sostituzione dell’esterometro, i dati delle operazioni transfrontaliere devono essere trasmessi al Sistema di Interscambio (SdI) nel formato XML previsto dalla normativa italiana. Ciò non implica necessariamente l’emissione di una fattura elettronica al cliente o fornitore estero. 

In molti casi il documento può essere emesso nel formato concordato con la controparte (ad esempio PDF). I relativi dati, invece, vengono comunicati allo SdI tramite i documenti elettronici previsti dalla normativa.

Una volta emessa la fattura, la compilazione richiede l'inserimento di alcuni dati specifici. Questi sono legati alla localizzazione del destinatario e alle modalità di trasmissione del documento.

Informazioni richieste per le fatture internazionali

Quando si emette una fattura verso l’estero, è necessario inserire alcune informazioni specifiche. Queste permettono di identificare correttamente il destinatario e garantire la corretta trasmissione tramite il sistema di fatturazione elettronica italiano.

Questi dati sono fondamentali per consentire l’invio della fattura al Sistema di Interscambio (SdI) e la sua corretta registrazione ai fini fiscali.

Le principali informazioni da inserire in una fattura internazionale sono:

  • Codici paese: il Paese del destinatario deve essere indicato tramite la sigla internazionale ISO (ad esempio FR per Francia, DE per Germania, ES per Spagna).
  • Codice destinatario: per le operazioni verso clienti esteri, quando la fattura elettronica viene trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI), è previsto l’utilizzo del codice convenzionale “XXXXXXX” nel campo destinatario per identificare soggetti non residenti.
  • Regole sul CAP: se il Paese di destinazione non prevede un codice postale, il campo CAP può essere compilato con cinque zeri (00000).
  • Modalità di invio: salvo alcuni casi particolari, non è solitamente prevista la trasmissione della fattura al soggetto estero tramite SdI. Il cedente/prestatore può inviare al cliente una copia del documento in formato PDF o in altra modalità concordata. I dati dell’operazione devono invece essere trasmessi al SdI ai fini degli adempimenti fiscali.

La corretta compilazione di questi elementi è essenziale per evitare errori di trasmissione. Inoltre, garantisce che la fattura venga elaborata correttamente sia dal sistema italiano sia dal destinatario estero.

Errori comuni da evitare nella fatturazione

Durante il processo di fatturazione, anche piccoli errori possono causare ritardi, scarti del documento o problemi contabili. Conoscere gli errori più frequenti aiuta a garantire una gestione più fluida e conforme alla normativa fiscale.

Tra gli errori più comuni nel processo di fatturazione troviamo:

  • Dati obbligatori mancanti o errati: un numero di Partita IVA sbagliato, un codice destinatario inesatto o una descrizione della prestazione insufficiente rendono la fattura non valida. Il SdI scarta automaticamente i documenti con errori formali evidenti, ma alcuni errori passano inosservati e vengono rilevati solo in sede di controllo fiscale.
  • Errori nella numerazione: le fatture devono essere numerate progressivamente in modo da essere identificate in maniera univoca. Non è obbligatorio ricominciare la numerazione ogni anno, ma è necessario evitare duplicazioni o criteri che possano creare ambiguità nell’identificazione dei documenti.
  • Aliquota IVA errata: applicare l'aliquota sbagliata (ad esempio il 22% invece del 10% per servizi che beneficiano di un'aliquota ridotta) comporta il versamento di un'imposta diversa da quella dovuta. La rettifica richiede l'emissione di una nota di variazione.
  • Emissione tardiva: il mancato rispetto delle scadenze di 12 giorni per la fattura immediata o del 15 del mese successivo per quella differita espone a sanzioni. Tenere sotto controllo le scadenze è essenziale, soprattutto nei periodi di picco di attività.
  • Mancata indicazione della ritenuta d'acconto: i professionisti soggetti a ritenuta che dimenticano di indicarla in fattura creano un disallineamento tra la somma incassata e quella dichiarata, con conseguenti problemi in sede di dichiarazione dei redditi.
  • Errori nella fatturazione internazionale: usare il codice destinatario italiano per un cliente estero, omettere la sigla del Paese o sbagliare il trattamento IVA delle operazioni intracomunitarie sono tra gli errori più comuni nelle fatture verso l'estero.

Evitare questi errori è fondamentale per garantire una corretta gestione amministrativa, ridurre il rischio di sanzioni e velocizzare i pagamenti.

Come gestire la fatturazione in modo più efficiente

Come gestire la fatturazione in modo più efficiente

Una gestione efficiente della fatturazione è essenziale per mantenere sotto controllo i flussi di cassa e garantire la stabilità finanziaria dell’attività. 

Gli aspetti principali da considerare nella gestione delle fatture includono:

  • Usare un software di fatturazione dedicato: affidarsi a strumenti professionali per la gestione delle fatture riduce gli errori, automatizza l'invio tramite SdI e mantiene un archivio ordinato di tutti i documenti emessi e ricevuti. La maggior parte dei software consente anche di impostare promemoria automatici per i pagamenti in scadenza.
  • Monitorare gli incassi in tempo reale: collegare la propria contabilità a un conto business dedicato permette di riconciliare rapidamente le fatture emesse con i pagamenti ricevuti. Un conto business online con notifiche in tempo reale consente di identificare immediatamente le fatture non ancora pagate e di intervenire tempestivamente.
  • Offrire più modalità di pagamento: facilitare il pagamento da parte del cliente accelera i tempi di incasso. Le soluzioni di pagamento online, i POS mobili (come myPOS Go 2, Go Combo e Ultra) e il terminale virtuale permettono di ricevere pagamenti con carta in qualsiasi contesto, riducendo i ritardi legati ai bonifici.
  • Gestire le spese con carte aziendali: le carte di debito aziendali consentono di tenere separate le spese operative da quelle personali, semplificando la riconciliazione contabile e la documentazione delle uscite.
  • Pianificare la liquidità in base alle scadenze di pagamento: conoscere le date di incasso previste permette di pianificare le uscite e evitare situazioni di tensione finanziaria. Integrare la gestione delle fatture con una visione chiara del cash flow è uno dei vantaggi principali di adottare strumenti finanziari digitali fin dall'inizio dell'attività.

Una gestione strutturata della fatturazione riduce il carico amministrativo, contribuendo a una maggiore efficienza operativa e a un controllo più solido della situazione finanziaria complessiva.

Conclusioni

La fattura è lo strumento attraverso cui si formalizzano i rapporti commerciali, si adempie agli obblighi fiscali e si tutela il diritto al pagamento. Conoscere le regole di compilazione, i termini di emissione e le tipologie disponibili è oggi indispensabile per qualsiasi professionista o impresa che operi sul mercato italiano.

Emettere fatture corrette, rispettare le scadenze e gestire in modo efficiente l'archivio documentale non sono solo obblighi di legge. Sono pratiche che migliorano la qualità della gestione finanziaria, riducono il rischio di sanzioni e contribuiscono a costruire un rapporto di fiducia con clienti e fornitori.

Domande frequenti 

Sì, ma il software deve essere compatibile con le specifiche tecniche del Sistema di Interscambio (SdI) e generare file in formato XML secondo gli standard dell'Agenzia delle Entrate. La nazionalità del fornitore software non è rilevante. Ciò che conta è la conformità tecnica al protocollo italiano di fatturazione elettronica.

La mancata o irregolare fatturazione di un’operazione rilevante ai fini IVA può comportare sanzioni amministrative proporzionali, generalmente comprese tra il 90% e il 180% dell’imposta relativa all’operazione non documentata o non registrata, ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. Nei casi di tardiva emissione della fattura che non incide sulla corretta liquidazione periodica dell’IVA, si applica invece una sanzione amministrativa in misura fissa, compresa tra 250 e 2.000€. È possibile beneficiare del ravvedimento operoso, che consente la riduzione delle sanzioni in caso di regolarizzazione spontanea entro i termini previsti dalla normativa.

Le fatture elettroniche devono essere conservate digitalmente per il periodo previsto dalla normativa fiscale, generalmente pari a 10 anni, nel rispetto del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e delle Linee guida AgID. La conservazione digitale a norma può essere gestita internamente dall’organizzazione, purché conforme ai requisiti tecnici e organizzativi previsti, oppure affidata a soggetti terzi che offrano servizi di conservazione conformi alla normativa vigente.

La territorialità dei servizi è disciplinata dalla Direttiva IVA UE e dall’art. 7-ter del DPR 633/72, con regole diverse a seconda che il committente sia un soggetto passivo (B2B) o un consumatore finale (B2C). In ambito B2B, il luogo di tassazione è generalmente il Paese del committente, mentre nel B2C si applica di norma il Paese del prestatore, salvo eccezioni. Per le operazioni con controparti estere, i dati devono essere trasmessi al Sistema di Interscambio (SdI) secondo le modalità previste, anche quando la fattura è inviata al cliente con modalità differenti (es. PDF).

Le fatture possono essere emesse in valuta estera, indicando il codice ISO della valuta nel campo dedicato del file XML (es. USD, GBP). Ai fini IVA, gli importi devono essere convertiti in euro per la determinazione dell’imposta e dei relativi adempimenti fiscali, utilizzando il tasso di cambio previsto dalla normativa (ad esempio quello pubblicato dalla BCE, secondo le regole applicabili).

È prevista la fattura semplificata, disciplinata dall’art. 21-bis del DPR 633/72, utilizzabile per operazioni di importo non superiore a 400€ (salvo specifiche eccezioni). Questo tipo di fattura consente l’indicazione di un set ridotto di dati rispetto alla fattura ordinaria. La fattura semplificata non può essere utilizzata, tra l’altro, per le cessioni intracomunitarie di beni e per le operazioni per le quali si applica il meccanismo del reverse charge in Italia. In altri casi con soggetti esteri può essere ammessa, se ricorrono le condizioni previste dalla normativa IVA.

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