Pagamenti, tempo e crescita: cosa emerge dalla ricerca myPOS su 500 manager di PMI italiane
Ultimo aggiornamento: 23.10.2026
Come vengono accettati e gestiti i pagamenti nelle imprese italiane e quali ostacoli possono frenare la crescita? Una ricerca commissionata da myPOS ha analizzato le risposte di 500 manager di aziende italiane, approfondendo attività amministrative, criticità, obiettivi e priorità per i prossimi 12 mesi.
La ricerca prende in esame le PMI e le micro imprese attive in diversi settori – beauty e wellness, eventi e festival, food & beverage, hotel e strutture ricettive e retail – e analizza cinque aspetti principali:
- il lavoro amministrativo legato ai pagamenti;
- le modalità con cui le imprese accettano, monitorano e ripartiscono gli incassi;
- il ruolo delle vendite di piccolo importo e delle soglie minime per i pagamenti con carta;
- le ambizioni di crescita e le pressioni che influenzano le priorità aziendali;
- le differenze nelle esigenze di pagamento in base alle dimensioni e al settore dell’impresa.
Il lavoro amministrativo legato ai pagamenti
I manager delle PMI italiane dedicano in media 4,5 ore alla settimana alle attività amministrative legate ai pagamenti e alla fatturazione. Più della metà degli intervistati (54%) vi dedica almeno quattro ore a settimana, mentre il 26% ne impiega sei o più. Nell’arco di un anno, la media equivale a quasi 30 giornate lavorative da otto ore.
Preparare le informazioni per il commercialista è l’attività indicata più spesso, dal 47% dei rispondenti. Seguono la verifica dei pagamenti ricevuti dai clienti (45%), l’emissione di fatture e richieste di pagamento (44%), la riconciliazione degli incassi con le fatture o le vendite (33%) e la preparazione di informazioni fiscali o relative all’IVA (33%).
Oltre a indicare quanto tempo richiedono le attività amministrative, gli intervistati hanno riferito anche quante ore dedicano ogni settimana alla crescita o al miglioramento della propria attività.
4,5 ore
Il tempo medio settimanale dedicato all’amministrazione dei pagamenti e della fatturazione
8,4 ore
Il tempo medio settimanale dedicato alla crescita o al miglioramento dell’attività
Indagine commissionata da myPOS, settembre 2026. Basi indicate nei materiali: 495 rispondenti per l’amministrazione dei pagamenti e 491 per la crescita o il miglioramento dell’attività.
Il monitoraggio manuale crea difficoltà anche dopo il pagamento
Le carte di debito e di credito sono il metodo di pagamento più diffuso: le accetta l’80% delle imprese intervistate. Seguono bonifici bancari (75%) e contanti (74%). Il 58% accetta pagamenti tramite app mobili, come Satispay o PayPal, il 43% tramite wallet digitali come Apple Pay o Google Pay, il 15% usa link di pagamento e l’11% accetta buoni pasto.
Allo stesso tempo, il 67% di tutti gli intervistati deve monitorare o ripartire gli incassi per dipendente, responsabile di reparto, turno, sede o attività almeno una volta alla settimana.
Tra i 389 rispondenti le cui imprese monitorano o ripartiscono internamente gli incassi, le difficoltà segnalate più spesso sono:
- il 43% riscontra errori dovuti al monitoraggio manuale dei pagamenti;
- il 30% ripartisce manualmente mance, commissioni o bonus;
- il 28% ritiene che la riconciliazione degli incassi richieda troppo tempo;
- il 25% deve attribuire i ricavi a dipendenti, responsabili di reparto o team diversi;
- il 17% riceve pagamenti tramite dispositivi condivisi.
Per le imprese che monitorano o ripartiscono internamente gli incassi, le criticità più ricorrenti sono gli errori del tracciamento manuale e il tempo necessario per la riconciliazione.
43%
Riscontra errori dovuti al monitoraggio manuale dei pagamenti
28%
Ritiene che la riconciliazione degli incassi richieda troppo tempo
Indagine su 500 manager di PMI italiane, commissionata da myPOS, settembre 2026. Le risposte sulle difficoltà sono riferite ai 389 rispondenti le cui imprese monitorano o ripartiscono internamente gli incassi; era possibile indicare fino a due risposte.
Quasi la metà applica un importo minimo per i pagamenti con carta
Più della metà degli intervistati (55%) accetta pagamenti con carta senza fissare un importo minimo. Tra il 45% che ne applica uno, il 7% accetta pagamenti a partire da 1 euro, l’11% da 5 euro, il 9% da 10 euro e il 17% solo per importi superiori a 10 euro.
Per le 223 imprese che fissano una soglia minima, il motivo indicato più spesso sono le commissioni di transazione (35%). Seguono la policy aziendale (26%), la preferenza dei clienti per il contante negli acquisti di piccolo importo (26%) e la preoccupazione per frodi o contestazioni di addebito (12%).
Le vendite di importo ridotto sono comunque diffuse: l’83% delle imprese riferisce che almeno una parte delle vendite avviene sotto i 10 euro. Nel dettaglio:
- il 54% dichiara che le vendite sotto i 10 euro rappresentano tra l’1% e il 10% del totale;
- il 17% indica una quota compresa tra l’11% e il 25%;
- l’8% stima una quota tra il 26% e il 50%;
- il 4% afferma che oltre la metà delle proprie vendite è inferiore a 10 euro.
Le transazioni di piccolo importo sono parte dell’attività quotidiana delle imprese intervistate, mentre per alcuni esercenti l’accettazione dei pagamenti con carta continua a dipendere da una soglia minima.
L’83% registra almeno alcune vendite inferiori a 10 euro
Il 45% fissa un importo minimo per i pagamenti con carta
Indagine su 500 manager di PMI italiane, commissionata da myPOS, settembre 2026.
Le ambizioni di crescita si confrontano con il calo della domanda
I manager dichiarano di dedicare in media 8,4 ore a settimana alla crescita o al miglioramento della propria attività. Tuttavia, il 39% non vi dedica più di cinque ore settimanali. Un ulteriore 25% impiega dalle sei alle dieci ore, il 18% dalle 11 alle 15, il 9% dalle 16 alle 20 e il 6% almeno 21 ore.
Aumentare i ricavi e raggiungere nuovi clienti è la principale priorità per i prossimi 12 mesi, indicata dal 48% degli intervistati. Segue il miglioramento dell’efficienza e dei margini (29%). L’11% punta a mantenere l’attività senza cambiamenti rilevanti, mentre il 10% si concentra sulla riduzione dei costi e delle spese.
Quando viene chiesto quale sia il principale ostacolo alla crescita, gli intervistati indicano:
- domanda di mercato insufficiente: 29%;
- accesso ai finanziamenti: 16%;
- difficoltà nel trovare e mantenere i dipendenti: 16%;
- tempo e capacità del titolare: 12%;
- obblighi normativi o di conformità: 10%;
- limiti tecnologici o dei sistemi: 9%.
Un ulteriore 8% non segnala ostacoli alla crescita.
Guardando ai prossimi 12 mesi, il 93% si aspetta che almeno un fattore abbia un impatto negativo sulla propria attività. Quasi la metà (49%) teme che i clienti abbiano meno possibilità di acquistare i propri prodotti o servizi. Il 47% cita nuove leggi o regolamenti, il 28% l’accesso limitato ai finanziamenti per la crescita e il 21% il cambiamento delle aspettative dei clienti.
La crescita è al centro delle priorità, ma quattro manager su dieci dedicano non più di cinque ore alla settimana a far evolvere o migliorare la propria attività.
48%
Indica come priorità l’aumento dei ricavi e l’acquisizione di nuovi clienti
39%
Dedica non più di cinque ore alla settimana alla crescita o al miglioramento dell’attività
Indagine su 500 manager di PMI italiane, commissionata da myPOS, settembre 2026.
Le imprese più grandi dichiarano più tempo dedicato all’amministrazione dei pagamenti
Il tempo medio dichiarato per l’amministrazione dei pagamenti aumenta con le dimensioni dell’impresa: 3,1 ore a settimana per le aziende con 1–9 dipendenti, 4,5 ore per quelle con 10–49 dipendenti e 5,8 ore per le imprese con 50–249 dipendenti.
Cambiano anche le priorità. Tra le imprese con 1–9 dipendenti, il 55% punta sulla crescita dei ricavi e sull’acquisizione di nuovi clienti, mentre il 18% dà priorità all’efficienza e ai margini. Tra quelle con 50–249 dipendenti, le percentuali sono rispettivamente del 39% e del 41%.
Le imprese più grandi indicano più spesso la riconciliazione degli incassi e la preparazione dei dati fiscali o relativi all’IVA tra le attività che richiedono più tempo; sono inoltre più propense ad accettare wallet digitali. Le imprese più piccole, invece, accettano più spesso pagamenti in contanti.
Il tempo dichiarato per l’amministrazione dei pagamenti quasi raddoppia tra le imprese più piccole e quelle più grandi incluse nella ricerca.
3,1 ore
Aziende con 1–9 dipendenti
5,8 ore
Aziende con 50–249 dipendenti
Indagine commissionata da myPOS, settembre 2026. Basi indicate nei materiali: 166 manager di imprese con 1–9 dipendenti e 169 manager di imprese con 50–249 dipendenti. Le medie orarie si basano sulle risposte di chi ha fornito una stima.
Le imprese di eventi e festival dichiarano il carico amministrativo più alto
Il tempo medio dedicato all’amministrazione dei pagamenti varia nei cinque settori analizzati. I manager di imprese attive in eventi e festival dichiarano 5,5 ore a settimana, seguiti da quelli del beauty e wellness (5 ore) e degli hotel e delle strutture ricettive (4,8 ore). I manager del food & beverage ne indicano 3,8, mentre il retail registra la media più bassa, pari a 3,6 ore.
Anche le priorità aziendali variano da un settore all’altro. Aumentare i ricavi e acquisire nuovi clienti è indicato dal 58% degli intervistati nel retail, dal 50% nel beauty e wellness, dal 49% nel food & beverage, dal 48% negli hotel e nelle strutture ricettive e dal 34% in eventi e festival.
Migliorare efficienza e margini è una priorità per il 36% degli intervistati in eventi e festival, il 35% negli hotel e nelle strutture ricettive, il 33% nel beauty e wellness, il 27% nel food & beverage e il 16% nel retail.
Il food & beverage si distingue anche per la rilevanza delle vendite di piccolo importo. La quota di imprese che dichiara che oltre un quarto delle proprie vendite avviene sotto i 10 euro è:
- 24% nel food & beverage;
- 12% nel retail;
- 9% negli hotel e nelle strutture ricettive;
- 6% in eventi e festival;
- 5% nel beauty e wellness.
Il carico amministrativo varia in base al settore: chi opera in eventi e festival dichiara quasi due ore in più a settimana rispetto ai manager del retail.
5,5 ore – Eventi e festival
5,0 ore – Beauty e wellness
4,8 ore – Hotel e strutture ricettive
3,8 ore – Food & beverage
3,6 ore – Retail
Indagine commissionata da myPOS, settembre 2026. Basi per settore: 80–108 rispondenti.
Nota metodologica
La ricerca è stata condotta da OnePoll per conto di myPOS tramite interviste online con metodologia CAWI, dall’11 al 22 settembre 2026. Ha coinvolto 500 manager di imprese italiane con 1–249 dipendenti, attive nei settori beauty e wellness, eventi e festival, food & beverage, hotel e strutture ricettive e retail. Salvo diversa indicazione, le percentuali si riferiscono all’intero campione. I risultati sulle difficoltà nel monitoraggio o nella ripartizione degli incassi si basano sui 389 rispondenti che svolgono questa attività; quelli sulle ragioni per cui si fissa un importo minimo per i pagamenti con carta sui 223 rispondenti che applicano tale soglia. La stima di quasi 30 giornate lavorative si basa sulla media dichiarata di 4,48 ore settimanali dedicate all’amministrazione dei pagamenti da parte dei 495 rispondenti che hanno indicato una stima. Il calcolo considera 52 settimane all’anno e una giornata lavorativa di otto ore.





