POS obbligatorio: Tutto sull’obbligo e sulle sanzioni
Ultimo aggiornamento: 31.07.2026
Negli ultimi anni il panorama dei pagamenti elettronici in Italia ha subito trasformazioni importanti. L’obbligo di accettare pagamenti tramite POS (tradotto dall’inglese Point of Sale, o Punto di Vendita), introdotto per contrastare l’evasione fiscale e promuovere la trasparenza, è stato oggetto di continue evoluzioni normative.
Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, articolo 1, commi 74-77), i dispositivi POS sono collegati ai registratori telematici di cassa. In vigore dal 1° gennaio 2026, l’obbligo prevede la connessione dei terminali POS ai registratori di cassa, sia digitali sia fisici, affinché i dati aggregati relativi ai pagamenti elettronici giornalieri siano trasmessi all’Agenzia delle Entrate insieme alle informazioni sui corrispettivi.
La misura mira a rendere più coerente e automatizzato il collegamento tra pagamenti elettronici e registrazione delle vendite, senza comportare la trasmissione del dettaglio di ogni singola transazione.
Il tema “POS obbligatorio o non obbligatorio” tiene banco in Italia da oltre un decennio. È una questione che interessa tutti, commercianti, artigiani, liberi professionisti e consumatori.
In questa guida, analizziamo insieme quali sono le ultime normative da rispettare, quali sono le sanzioni previste per chi non accetta pagamenti con il POS e perché la sua adozione rappresenta un vantaggio sia per i consumatori che per gli esercenti.
INDICE DEI CONTENUTI
- Evoluzione della normativa sull’obbligo di avere il POS in Italia
- I requisiti più recenti sul tema del POS obbligatorio
- Le multe per il mancato rispetto dell’obbligo POS
- Per chi è obbligatorio avere il POS
- Costi nascosti del POS obbligatorio: come gestirli
- Incentivi per adottare il POS: programmi e agevolazioni fiscali
- POS e accessibilità digitale: scegliere la soluzione giusta
- POS obbligatorio: reazioni del mercato e impatti su PMI e professionisti
- I vantaggi della normativa sui POS
Evoluzione della normativa sull’obbligo di avere il POS in Italia
Il quadro normativo sui pagamenti con POS ha visto numerosi aggiornamenti, a partire dal Decreto Legge 179/2012 fino alle più recenti disposizioni del 2023 e 2025.
Le tappe principali sono:
- Inizio del percorso (2012-2014) – con il Decreto Crescita 2.0 e il Decreto Legge 179/2012, l’obbligo di accettare pagamenti elettronici è stato introdotto per commercianti, artigiani e professionisti. Inizialmente, era prevista un’esenzione per transazioni inferiori a 30 euro, soglia poi modificata nel tempo.
- Sviluppi successivi (2014-2016) – Negli anni successivi all’introduzione dell’obbligo, la normativa è stata ulteriormente definita attraverso i decreti attuativi. Nel 2014 è stata confermata l’introduzione dell’obbligo di accettare pagamenti tramite POS per importi superiori a 30 euro. Negli anni successivi la disciplina è stata progressivamente modificata, fino all’eliminazione della soglia minima e all’introduzione di sanzioni per il mancato adeguamento, divenute efficaci dal 30 giugno 2022.
- Periodo di transizione (2016-2018) – In questo periodo è proseguito il percorso di diffusione dei pagamenti elettronici, ma l’obbligo di accettare pagamenti tramite POS continuava a essere privo di un regime sanzionatorio effettivamente applicabile. Il dibattito si è concentrato sulla necessità di incentivare l’adozione dei pagamenti digitali e di definire un sistema di sanzioni efficace, che sarebbe stato introdotto solo nel 2022.
- Ritorno alle sanzioni (dal 2019 a oggi) – Il tema dell’introduzione di sanzioni per il rifiuto dei pagamenti elettronici è tornato al centro del dibattito normativo nel 2019, con alcune proposte contenute nel Decreto Legge 124/2019, successivamente modificate in sede di conversione. La sanzione effettivamente entrata in vigore – pari a 30 euro, aumentati del 4% dell’importo della transazione rifiutata – è stata introdotta dall’articolo 18 del Decreto Legge 36/2022, convertito dalla Legge 79/2022 ed è applicabile dal 30 giugno 2022. Da tale data l’obbligo di accettare pagamenti elettronici è diventato concretamente sanzionabile per gli esercenti e i professionisti soggetti alla normativa.
Infatti, dal 30 giugno 2022, è entrato in vigore il regime sanzionatorio per il rifiuto di pagamenti elettronici, applicabile agli esercenti, ai commercianti e ai professionisti soggetti all’obbligo di accettare strumenti di pagamento elettronici. La normativa si applica anche alle attività che vendono beni o servizi soggetti a regole particolari, senza prevedere una decorrenza separata per categorie specifiche come i tabaccai.
I requisiti più recenti sul tema del POS obbligatorio
Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024), il governo italiano ha introdotto nuove regole per migliorare la tracciabilità dei pagamenti. Il riferimento normativo principale è l’articolo 1, commi 74-77, della Legge n. 207/2024. Le nuove regole prevedono che i dispositivi POS siano collegati a un registratore di cassa dal 1° gennaio 2026.
Questa normativa sostituisce il comma 3 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, come riportato nei commi 74-77 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2025.
Ecco come la legge descrive il cambiamento:
«3. La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica di cui al comma 1 sono effettuate mediante strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati nonché la piena integrazione e interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico.
A tale fine, lo strumento hardware o software mediante il quale sono accettati i pagamenti elettronici è sempre collegato allo strumento mediante il quale sono registrati e memorizzati, in modo puntuale, e trasmessi, in forma aggregata, i dati dei corrispettivi nonché i dati dei pagamenti elettronici giornalieri».
Il testo completo della legge può essere trovato sul sito della Gazzetta Ufficiale, la fonte ufficiale delle normative in vigore in Italia.
Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025, sono state definite anche le modalità operative per l’associazione tra POS e registratore telematico. In particolare, non è richiesto un collegamento fisico, ma un abbinamento tramite un servizio online dedicato, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Per gli strumenti di pagamento già attivi all’inizio del 2026 (o in uso fino al 31 gennaio 2026), l’Agenzia delle Entrate ha previsto una finestra di 45 giorni dall’attivazione del servizio web per completare l’associazione. Il termine è stato fissato al 20 aprile 2026.
Per gli strumenti di pagamento attivati successivamente, l’associazione va registrata tra il sesto giorno e l’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo alla data di attivazione del dispositivo, secondo le tempistiche indicate dall’Agenzia delle Entrate.
Le multe per il mancato rispetto dell’obbligo POS
Con le misure della Legge di Bilancio 2025, l’impianto sanzionatorio distingue oggi due violazioni diverse, che è importante non confondere: il rifiuto di accettare un pagamento elettronico e la mancata associazione tra POS e registratore telematico.
1. Sanzioni per il rifiuto di accettare un pagamento elettronico
In questo momento, le sanzioni per un esercente che si rifiuta di accettare pagamenti tramite POS sono strutturate in due componenti:
- Multa fissa: attualmente pari a 30 euro;
- Importo variabile: pari al 4% dell’importo totale della transazione rifiutata.
È importante sottolineare che il rifiuto di accettare un pagamento elettronico può comportare l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. La violazione può essere accertata dalle autorità competenti, anche indipendentemente da una segnalazione del cliente. Per questo motivo, è fondamentale che esercenti e professionisti siano in grado di accettare pagamenti elettronici nel rispetto della normativa vigente.
Vediamo due esempi pratici delle applicazioni delle multe:
- Transazione da 100 euro: Sanzione = 30 euro + 4% di 100 (4 euro) = 34 euro.
- Transazione da 250 euro: Sanzione = 30 euro + 4% di 250 (10 euro) = 40 euro.
Il concetto è chiaro: per ogni transazione rifiutata, l’esercente rischia una doppia sanzione. Questa misura è stata introdotta per incentivare l’adozione del POS e garantire la regolarità delle transazioni.
2. Sanzioni per la mancata associazione tra POS e registratore telematico
Distinta dalla sanzione precedente è quella prevista per chi non completa l’associazione tra lo strumento di pagamento elettronico e il registratore telematico, obbligo introdotto dall’art. 1, commi 74-77, della Legge n. 207/2024. In questo caso le multe amministrative variano da 1.000 a 4.000 euro.
Inoltre, se le infrazioni si ripetono, l’esercente rischia la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’attività per un periodo compreso tra tre giorni e un mese.
Per chi è obbligatorio avere il POS
Dotarsi di un POS è obbligatorio per chi esercita una qualsiasi attività commerciale, artigianale o professionale. Accettare i pagamenti con il POS è obbligatorio, dunque, per una vasta schiera di titolari di partita IVA.
L’obbligo riguarda soggetti che effettuano la vendita di beni e prestazioni di servizi come:
- Titolari di strutture ricettive (alberghi, B&B, ristoranti);
- Avvocati;
- Medici;
- Commercialisti;
- Notai;
- Tassisti;
- Venditori ambulanti.
Una precisazione importante riguarda le tabaccherie e, più in generale, le attività che vendono tabacchi e generi di monopolio. Per le tabaccherie, la disciplina è particolare: le vendite di tabacchi e generi di monopolio, essendo esonerate dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi tramite documento commerciale, non sono soggette a collegamento POS-RT.
Diverso è il caso delle attività miste. Se il tabaccaio utilizza lo stesso POS anche per incassare pagamenti relativi a prodotti soggetti all’emissione del documento commerciale, come articoli di cartoleria o altri beni, il terminale deve essere collegato al Registratore Telematico. Se, invece, dispone di un POS dedicato esclusivamente alle operazioni esonerate, può dichiararne l’utilizzo esclusivo e mantenerlo escluso dall’obbligo di collegamento.
Costi nascosti del POS obbligatorio: come gestirli
Oltre al costo iniziale per l’acquisto o il noleggio del dispositivo, è fondamentale considerare una serie di costi nascosti che possono influenzare significativamente il bilancio dell’attività nel lungo termine.
Innanzitutto, le commissioni per transazione rappresentano un costo variabile che si applica a ogni pagamento effettuato con il POS. Sebbene questi costi siano spesso contenuti, è importante valutare attentamente le percentuali applicate, poiché, in presenza di un elevato volume di transazioni, anche commissioni basse possono incidere in maniera rilevante sugli incassi.
Un altro aspetto da non sottovalutare è rappresentato dai costi di manutenzione e aggiornamento. I dispositivi POS devono essere periodicamente aggiornati per garantire la compatibilità con le nuove tecnologie e per mantenere elevati standard di sicurezza contro le frodi. Investire in soluzioni che prevedono assistenza e aggiornamenti periodici può aiutare a prevenire problemi di sicurezza e a mantenere il sistema sempre all’avanguardia.
Infine, i costi relativi alla formazione del personale non vanno trascurati. Un utilizzo corretto e ottimale degli strumenti di pagamento elettronici richiede che il personale sia adeguatamente formato, non solo sull’utilizzo del dispositivo in sé, ma anche sulla gestione delle transazioni e sulla risoluzione di eventuali criticità.
La formazione continua permette di ridurre errori operativi, migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti e ottimizzare l’efficienza dell’intero sistema di pagamento.
Per gestire efficacemente questi costi nascosti, è consigliabile:
- Analizzare attentamente le tariffe applicate dalle diverse soluzioni POS, confrontando non solo il costo iniziale, ma anche le commissioni per transazione e le eventuali spese ricorrenti.
- Valutare il supporto tecnico e le opzioni di aggiornamento offerte dal fornitore, scegliendo soluzioni che includano pacchetti di assistenza e manutenzione.
- Investire nella formazione del personale, organizzando sessioni di aggiornamento periodico e assicurandosi che ogni membro dello staff sia a conoscenza delle procedure operative corrette.
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Incentivi per adottare il POS: programmi e agevolazioni fiscali
L’agevolazione attualmente verificabile e ancora attiva nel 2026 è il credito d’imposta sulle commissioni POS, misura strutturale introdotta dall’art. 22 del Decreto Legge n. 124/2019 e tuttora in vigore, senza un termine di scadenza previsto.
Come funziona questa agevolazione fiscale per i pagamenti elettronici:
- Consiste in un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con carte di credito, di debito, prepagate o altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.
- Possono beneficiarne gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, nell’anno d’imposta precedente, hanno registrato ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro.
- L’agevolazione riguarda esclusivamente le commissioni relative a pagamenti ricevuti da consumatori finali (non sono agevolate le transazioni B2B tra imprese o professionisti).
- Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) / IRES (Imposta sul Reddito delle Società) né della base imponibile IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) e si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24, con il codice tributo dedicato.
Oltre a questa misura nazionale, alcune Regioni, Camere di Commercio o bandi locali possono attivare periodicamente contributi o voucher per la digitalizzazione delle PMI (piccole e medie imprese). Si tratta però di misure non permanenti e variabili per territorio e periodo, quindi ti consigliamo di verificarne l’effettiva disponibilità presso la tua Camera di Commercio o il sito della tua Regione.
Nota che i vantaggi e le agevolazioni per l’uso del POS possono variare nel tempo. Ti consigliamo di consultare le disposizioni vigenti nel momento in cui acquisterai il tuo dispositivo.
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POS e accessibilità digitale: scegliere la soluzione giusta
La scelta del POS ideale non si limita solo al rispetto dell’obbligo normativo, ma rappresenta anche un investimento strategico per migliorare l’esperienza di pagamento dei clienti e l’efficienza operativa dell’attività.
È fondamentale optare per un dispositivo intuitivo e facile da utilizzare, che permetta una rapida lettura e gestione delle transazioni. Una soluzione ideale deve essere altamente compatibile con le principali carte di credito, debito e altri strumenti di pagamento elettronico, garantendo così la possibilità di accettare pagamenti da un’ampia clientela.
Inoltre, è consigliabile dotarsi di un POS innovativo, con un software aggiornato agli ultimi requisiti e costantemente allineato alle nuove normative. In questo modo, la conformità fiscale non sarà più una tua preoccupazione.
Tra le funzionalità da valutare rientra anche il supporto del POS dispositivo ai pagamenti contactless che consente ai clienti di completare la transazione avvicinando al terminale una carta, uno smartphone o uno smartwatch. Questa modalità rende il pagamento più semplice e rapido, contribuendo a ridurre i tempi di attesa.
La sicurezza è un altro aspetto cruciale. Il dispositivo POS deve essere dotato di sistemi di protezione avanzati per tutelare i dati dei clienti e prevenire frodi, assicurando che ogni transazione sia crittografata e monitorata in tempo reale.
Un dispositivo che offra anche la possibilità di integrarsi con altri strumenti digitali – come software di gestione aziendale, piattaforme di e-commerce e sistemi di rendicontazione – consente di centralizzare e semplificare la gestione dei pagamenti, migliorando la trasparenza e la tracciabilità dei flussi di denaro.
Infine, scegliere il giusto POS significa considerare anche il supporto post-vendita e l’accesso ad aggiornamenti tecnologici costanti, in modo da rimanere sempre all’avanguardia in un mercato in continua evoluzione.
In sintesi, una soluzione POS ottimale combina usabilità, compatibilità, sicurezza e integrazione digitale, offrendo così un vantaggio competitivo e contribuendo a una migliore esperienza del cliente.
POS obbligatorio: reazioni del mercato e impatti su PMI e professionisti
L’adozione obbligatoria del POS ha innescato una serie di reazioni nel mercato, influenzando profondamente il modo in cui le PMI, i commercianti e i professionisti gestiscono le transazioni quotidiane.
Molte attività hanno colto l’occasione per modernizzare i loro sistemi di pagamento, integrando soluzioni tecnologiche avanzate che non solo soddisfano il requisito normativo, ma offrono anche un vantaggio competitivo.
Per le PMI e i commercianti, l’introduzione dell’obbligo ha rappresentato un incentivo a rivedere e ottimizzare l’intero processo di gestione dei pagamenti:
- Modernizzazione dei processi: molte imprese hanno investito in sistemi di pagamenti elettronici e in software di gestione integrata, che semplificano la rendicontazione e migliorano il controllo dei flussi di denaro.
- Riduzione dei costi operativi: pur inizialmente preoccupati per l’impatto dei costi di adeguamento, numerose attività hanno constatato che la digitalizzazione delle transazioni porta a una riduzione degli sprechi e dei costi legati alla gestione del contante, migliorando la trasparenza e la sicurezza finanziaria.
Gli effetti dell’obbligo non riguardano però soltanto le imprese e i commercianti, ma si estendono anche a chi svolge un’attività professionale in modo autonomo.
Per i liberi professionisti, l’obbligo di POS ha rappresentato sia una sfida che un’opportunità, comportando:
- Miglioramento della trasparenza: la possibilità di registrare ogni transazione in maniera automatica ha contribuito a una maggiore trasparenza e a una gestione più accurata delle entrate, facilitando la rendicontazione e la conformità fiscale.
- Flessibilità nei pagamenti: anche se alcuni professionisti possono ancora accettare pagamenti in contanti nelle transazioni tra pari, l’adozione del POS offre la sicurezza di una gestione digitale e una maggiore fiducia da parte dei clienti, che preferiscono modalità di pagamento moderne e sicure.
- Competitività sul mercato: l’uso di soluzioni POS aggiornate ha permesso ai professionisti di posizionarsi meglio sul mercato, offrendo un servizio più efficiente e orientato alle esigenze del cliente, che oggi è sempre più propenso a utilizzare strumenti digitali.
Infine, le reazioni della clientela non sono passate inosservate. I clienti apprezzano la possibilità di utilizzare metodi di pagamento veloci, sicuri e tracciabili, che riducono i tempi di attesa e migliorano l’esperienza d’acquisto complessiva.
I vantaggi della normativa sui POS
Sono vari i motivi che hanno spinto i legislatori a introdurre l’obbligo di pagamento con il POS e a prevedere multe per chiunque si rifiuti di accettare i pagamenti in digitale.
Il motivo principale è il contrasto all’evasione fiscale, che in Italia rappresenta un problema particolarmente sentito. Ad ogni modo, le normative sui POS vengono anche incontro a chi decide di dotarsi del dispositivo.
Ecco i 4 principali vantaggi di cui puoi beneficiare rispettando le attuali norme in vigore:
- Conformità e sicurezza: eviti le sanzioni e garantisci la sicurezza nelle transazioni, riducendo il rischio di frodi.
- Efficienza e trasparenza: tutte le transazioni vengono registrate, facilitando la rendicontazione e il controllo dei flussi di denaro.
- Riduzione dei costi: secondo un report della Banca d’Italia sul costo sociale degli strumenti di pagamento, il costo complessivo della gestione dei pagamenti varia in base allo strumento utilizzato, al valore delle transazioni e alle diverse componenti considerate (come gestione operativa, infrastrutture e sicurezza). Lo studio evidenzia come i pagamenti elettronici possano offrire maggiore efficienza rispetto al contante in determinate situazioni, ma i costi non sono riconducibili a una percentuale unica e generale applicabile a ogni transazione o categoria di operatore.
- Accesso immediato ai fondi: con accredito immediato e la possibilità di operare 24/7, il POS migliora la liquidità dell’attività.
Questi vantaggi, insieme agli incentivi e alle soluzioni tecnologiche sempre più evolute, rendono il POS uno strumento indispensabile per commercianti, esercenti e professionisti.
Domande frequenti
Chi è obbligato ad avere un POS?
L’obbligo di accettare pagamenti elettronici riguarda, in linea generale, tutti gli esercenti, gli artigiani e i professionisti che vendono beni o prestano servizi. La normativa non prevede esenzioni generali legate al settore di attività o al volume d’affari. L’applicazione delle sanzioni può essere esclusa solo nei casi di oggettiva impossibilità tecnica di accettare il pagamento elettronico, da valutare caso per caso.
Quali sono le sanzioni previste per il mancato utilizzo del POS?
Il mancato rispetto della normativa può comportare due tipi di sanzione, distinti tra loro: il rifiuto di accettare un pagamento elettronico è punito con una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione rifiutata. La violazione può essere accertata dalle autorità competenti anche indipendentemente da una segnalazione del cliente. La mancata corretta gestione del collegamento tra POS e registratore telematico, quando prevista dalla normativa vigente, può invece comportare specifiche sanzioni amministrative, tra cui quelle relative alla mancata trasmissione o memorizzazione dei dati dei pagamenti elettronici, con importi e conseguenze variabili in base alla violazione riscontrata.
Quali costi nascosti devo considerare nell’adozione del POS?
Oltre al costo di acquisto o noleggio, è necessario considerare le commissioni per transazione, i costi di manutenzione e aggiornamento dei dispositivi e gli investimenti in formazione per il personale.
Come scelgo il POS più adatto per la mia attività?
La scelta del POS ideale dipende dalle esigenze specifiche della tua attività. È importante valutare la facilità d’uso, la compatibilità con i principali strumenti di pagamento (carta di credito, debito, ecc.) e la sicurezza offerta dal dispositivo. Considera anche la possibilità di integrazione con altri sistemi gestionali e la qualità del supporto tecnico offerto dal fornitore.
C’è un periodo di tolleranza per l’associazione dei nuovi POS al registratore telematico?
Sì, per i dispositivi di pagamento già attivi all’inizio del 2026 (o attivati entro il 31 gennaio 2026), l’Agenzia delle Entrate ha fissato il termine per completare l’associazione al 20 aprile 2026 (45 giorni dall’attivazione del servizio web dedicato). Per i POS attivati successivamente, l’associazione va effettuata tra il sesto giorno e l’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo alla data di attivazione del dispositivo.
Se il POS non funziona, posso rifiutare un pagamento in contanti?
Il contante in euro, avendo corso legale, deve generalmente essere accettato, salvo accordi diversi o motivi legittimi, come l’impossibilità di dare il resto o il sospetto di banconote false. Se il POS non funziona per un guasto tecnico o per un problema di connessione non imputabile all’esercente, il rifiuto del pagamento elettronico può non essere sanzionato, purché il problema sia effettivo e dimostrabile. In ogni caso, è consigliabile informare il cliente della situazione e individuare una soluzione alternativa per completare il pagamento.
Quali soggetti sono esclusi dall’obbligo di associazione tra POS e registratore telematico?
L’obbligo di associazione riguarda gli esercenti soggetti agli obblighi di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi previsti dal d.lgs. 127/2015. Le eventuali esclusioni riguardano specifiche categorie di operazioni o soggetti individuati dalla normativa e dai relativi provvedimenti attuativi, e non possono essere ricondotte in modo automatico all’intero settore di attività. Pertanto, anche per ambiti come telecomunicazioni, radiodiffusione o trasporto pubblico occorre verificare caso per caso l’applicazione degli obblighi previsti.
Posso ancora usufruire del credito d’imposta sulle commissioni POS nel 2026?
Sì, questa agevolazione è una misura strutturale (art. 22, D.L. n. 124/2019), senza scadenza prevista, tuttora attiva nel 2026. Consiste in un credito d’imposta del 30% sulle commissioni pagate per transazioni elettroniche tracciabili ricevute da consumatori finali, riservato a esercenti e professionisti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nell’anno precedente, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.






