Il settore taxi in Italia: fatti, statistiche e tendenze
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Il settore taxi in Italia: fatti, statistiche e tendenze

Il settore dei taxi è una componente importante della mobilità italiana, soprattutto nelle città, nei collegamenti con stazioni e aeroporti e nelle aree a maggiore vocazione turistica.

Negli ultimi anni, il settore è stato interessato da diversi cambiamenti, dalla regolamentazione alle prenotazioni online, fino ai pagamenti digitali e alla diffusione dei veicoli elettrici. Anche le aspettative dei passeggeri stanno evolvendo, rendendo sempre più importanti comodità, rapidità e flessibilità del servizio.

In questo articolo analizziamo i dati più aggiornati e affidabili su licenze, guadagni, costi e tendenze del comparto.

Il settore taxi in Italia: uno sguardo d’insieme

In Italia, il settore taxi rientra negli autoservizi pubblici non di linea, una categoria che comprende il trasporto individuale o collettivo effettuato su richiesta del passeggero e senza itinerari o orari prestabiliti. La normativa distingue principalmente tra servizio taxi e noleggio con conducente (NCC). 

I tassisti operano sulla base di una licenza e possono prelevare i passeggeri anche presso i posteggi taxi, secondo le regole stabilite a livello locale. Gli operatori NCC, invece, lavorano su prenotazione per una specifica prestazione o viaggio. Secondo la disciplina nazionale, i servizi vengono organizzati dalla sede o dalla rimessa, anche attraverso strumenti tecnologici. 

La distinzione è quindi importante anche dal punto di vista operativo: il taxi risponde alla domanda immediata dell’utente, mentre l’NCC si basa su un servizio preventivamente richiesto. Questa struttura costituisce il punto di partenza per comprendere un comparto che oggi comprende anche cooperative, flotte, sistemi di dispatching e piattaforme digitali. 

Il principale riferimento normativo nazionale per il settore taxi e NCC è la Legge 15 gennaio 1992, n. 21. La legge stabilisce il quadro generale e affida ai Comuni la definizione di tariffe, licenze e regole locali, mentre le Regioni svolgono funzioni di programmazione e coordinamento. A oltre trent’anni dalla sua approvazione, resta ancora oggi la base della normativa di settore, sebbene sia stata integrata da diversi interventi successivi.

Quel est le poids du marché des taxis et des VTC en France

Quanto è grande il settore taxi e NCC in Italia?

Secondo il monitoraggio dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) del 2024, condotto su un campione di 178 Comuni italiani, sono state rilevate 23.502 licenze taxi e 5.228 autorizzazioni NCC, per un totale di 28.730 titoli. I taxi rappresentano circa l’82% del totale, mentre le autorizzazioni NCC costituiscono il restante 18%¹.

La distribuzione varia però in base alle dimensioni dei comuni. Nei centri con meno di 30.000 abitanti, ad esempio, taxi e NCC sono quasi equamente distribuiti, con il 52,4% delle licenze e il 47,6% delle autorizzazioni. Questo evidenzia come il peso dei due servizi possa cambiare in base alle caratteristiche del territorio e alla domanda di mobilità.

Per quanto riguarda il valore del mercato, non esiste un dato unico che rappresenti l’intero comparto taxi e NCC. Secondo Statista, il mercato taxi in Italia dovrebbe raggiungere circa 1,10 miliardi di dollari nel 2026². Per gli NCC, Statista utilizza invece il mercato del ride-hailing digitale come indicatore parziale, che dovrebbe raggiungere 338,84 milioni di dollari nello stesso anno e 375,48 milioni nel 2030, con una crescita media annua del 2,60% tra il 2026 e il 2030³.

Tuttavia, il dato non rappresenta l’intero mercato NCC, poiché il ride-hailing digitale comprende solo una parte delle attività NCC e può includere anche servizi di taxi prenotati tramite app.

Quanti tassisti ci sono in Italia?

Licenze, veicoli e conducenti non coincidono necessariamente. Una licenza può essere utilizzata su più turni, mentre un conducente può guidare un veicolo che non è di sua proprietà. Per questo motivo, non esiste un dato nazionale che corrisponda esattamente al numero di tassisti attivi. Le statistiche ufficiali rilevano soprattutto il numero di licenze, che permette comunque di avere un quadro della presenza del servizio sul territorio.

Sempre secondo i dati dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), nelle città italiane con oltre 800.000 abitanti l’offerta è particolarmente concentrata. Roma conta 7.701 licenze taxi e 993 autorizzazioni NCC, Milano 4.855 licenze taxi e 214 autorizzazioni NCC, Napoli 2.364 e 154, mentre Torino conta 1.501 licenze taxi e 169 autorizzazioni NCC. Tra le altre principali città, Bologna dispone di 722 licenze taxi e 245 autorizzazioni NCC, mentre Firenze ne conta 724 e 104.

L’offerta taxi è stata inoltre ampliata in alcune grandi città. Secondo i dati riportati da Il Sole 24 Ore, a seguito delle misure introdotte dal Decreto Asset, è previsto il rilascio di circa 1000 nuove a licenze a Roma, 450 a Milano e 72 a Bologna⁴.

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Chi lavora nel settore taxi italiano?

Il settore taxi italiano comprende diverse figure professionali. Il comparto include profili come il classico tassista titolare di licenza individuale, i conducenti che lavorano all'interno di cooperative (spesso associate a radio taxi cittadine, come le grandi cooperative romane e milanesi che riuniscono migliaia di licenze) e gli operatori di piccole flotte aziendali. A questi si affiancano gli operatori NCC, che possono lavorare in proprio o per società di autonoleggio con conducente.

Per i tassisti, l'accesso alla professione richiede una licenza comunale e il possesso dei requisiti professionali previsti dalla normativa, tra cui il CAP/KB e l'iscrizione al ruolo dei conducenti. Le modalità di selezione e assegnazione della licenza possono variare a livello comunale. La licenza può inoltre essere trasferita a un altro soggetto nei casi previsti dalla legge. Per gli NCC, invece, il servizio è soggetto ad autorizzazione.

L'organizzazione del lavoro dipende dalle esigenze del territorio. I conducenti possono lavorare a tempo pieno o parziale e concentrare la propria attività nelle fasce orarie di maggiore domanda, come la sera e la notte. Nelle città turistiche e nei principali punti di arrivo, come aeroporti, stazioni e porti, la domanda può inoltre aumentare durante i periodi di maggiore affluenza.

Le grandi cooperative cittadine giocano un ruolo particolare in questo equilibrio. Accanto alle cooperative storiche, negli ultimi anni sono nate anche realtà più snelle legate direttamente alle app di prenotazione, che offrono ai conducenti canali di acquisizione clienti alternativi al radio taxi tradizionale.

Quanto guadagnano i tassisti in Italia?

Quanto guadagna un tassista dipende da diversi fattori e il reddito dichiarato non coincide necessariamente con il fatturato generato dalle corse o con il guadagno effettivamente disponibile.

Dal fatturato devono infatti essere sostenuti diversi costi, tra cui:

  • Carburante;
  • Assicurazione;
  • Manutenzione del veicolo;
  • Eventuali rate di acquisto o finanziamento;
  • Imposte e contributi. 

A questi possono aggiungersi le quote richieste dalle cooperative, i costi dei sistemi di dispatching e le commissioni sui pagamenti elettronici.

Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi ai redditi dichiarati nel 2024 e analizzati da Il Sole 24 Ore, il reddito medio dichiarato dai tassisti in sette province italiane è stato di 18.983 euro lordi all'anno, pari a circa 1.582 euro al mese. Il dato rappresenta un aumento di circa 1.060 euro rispetto all'anno precedente, equivalente a circa 88 euro al mese e al 5,9% in più.

Anche il territorio incide sui redditi dichiarati. Nel 2024 Firenze ha registrato una media di 25.606 euro lordi annui, Milano 23.741 euro e Bologna 19.399 euro. A Roma il valore è stato di 16.983 euro, mentre Torino si è fermata a 14.577 euro. Nel Mezzogiorno, Palermo ha raggiunto 12.900 euro e Napoli 11.236 euro⁵.

Le entrate possono inoltre variare in base agli orari di lavoro, alla stagionalità e al tipo di domanda. Le città turistiche e i periodi caratterizzati da un maggiore afflusso di visitatori possono generare più corse, così come le fasce serali e notturne. Anche la possibilità di lavorare presso aeroporti, stazioni e altri importanti punti di arrivo può incidere sull'attività, sebbene l'accesso a queste aree e le relative modalità operative dipendano dalle regole locali.

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Costi e redditività del settore taxi

La redditività di una licenza taxi dipende da una combinazione di costi fissi e variabili. 

Tra le voci di spesa più ricorrenti indicate dalle analisi di settore figurano:

  • Il carburante;
  • La manutenzione del veicolo;
  • L'assicurazione;
  • La quota associativa al radio taxi o alla cooperativa;
  • Per chi ha acquistato la licenza a rate o finanzia il veicolo, una rata mensile. 

A questi si aggiungono i contributi previdenziali INPS e il carico fiscale, spesso attenuato dal ricorso al regime forfettario per i titolari di partita IVA individuale.

Un altro elemento da considerare è il tempo morto in cui il veicolo rimane fermo o percorre chilometri senza passeggeri. Gli spostamenti a vuoto e le attese riducono infatti il tempo effettivamente dedicato alle corse, mentre continuano a generare costi per carburante, energia, manutenzione e utilizzo del veicolo. Per questo, il numero di ore lavorate non corrisponde necessariamente alle ore in cui il taxi produce ricavi.

Anche la domanda, come visto, varia sensibilmente in base alla zona e al periodo. Nei grandi centri urbani, aeroporti e stazioni possono generare un flusso costante di passeggeri. Nelle località turistiche, invece, la domanda può concentrarsi nei mesi di maggiore affluenza. Nei quartieri residenziali e nei centri più piccoli, infine, il volume di corse può essere più legato agli spostamenti quotidiani della popolazione. Queste differenze incidono sulla frequenza delle corse, sui tempi di attesa e, di conseguenza, sulla redditività dell'attività.

Come il ride-hailing ha cambiato il settore taxi

L'arrivo di piattaforme digitali internazionali come Uber ha modificato profondamente il modo in cui i passeggeri italiani cercano e prenotano un servizio di trasporto. Oggi gli utenti si aspettano sempre più spesso di poter richiedere una corsa dallo smartphone, conoscere in anticipo la posizione del veicolo e seguire il tragitto in tempo reale. 

Questa evoluzione si inserisce in un cambiamento più ampio verso la mobilità come servizio, in cui app e strumenti digitali integrano sempre più prenotazione, accesso al servizio e pagamento. 

Anche il taxi tradizionale si è adattato a queste nuove aspettative, attraverso app di prenotazione e sistemi digitali di dispatching. Queste permettono di richiedere una corsa senza recarsi fisicamente a un posteggio o telefonare alla centrale. Il funzionamento rimane però distinto da quello del ride-hailing, poiché il taxi continua a essere un servizio regolamentato e svolto da conducenti titolari delle relative licenze.

La crescita delle piattaforme ha inoltre aumentato l'attenzione su disponibilità, prezzi e costi di intermediazione. Per il passeggero, la possibilità di confrontare tempi di attesa e modalità di prenotazione rende la semplicità del servizio sempre più importante. Per gli operatori, invece, l'utilizzo di piattaforme esterne può comportare commissioni e una maggiore pressione sulla redditività.

Sul fronte utenti, i dati Statista stimano in 5,85 milioni gli utenti del segmento "ride-hailing" della mobilità condivisa in Italia nel 2025, in crescita di 1,27 milioni rispetto al 2017 e con una proiezione di ulteriori 940.000 utenti entro il 2030⁶. In un'indagine Statista del 2025, inoltre, il 23% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato un taxi nei 12 mesi precedenti, mentre il 5% ha indicato servizi di ride sharing o ride-hailing⁷.

I dati mostrano quindi che la digitalizzazione sta modificando le modalità di accesso al servizio. Tuttavia, nonostante la crescita delle piattaforme digitali, il taxi resta di gran lunga il servizio non di linea più utilizzato.

Tecnologia e pagamenti digitali nei taxi

La tecnologia sta trasformando la gestione quotidiana di taxi e NCC, rendendo più semplici sia la prenotazione delle corse sia le operazioni amministrative. Le app di prenotazione, in particolare, permettono ai clienti di richiedere una corsa e seguirne il percorso. Il GPS (“Global Positioning System” in inglese, ossia sistema globale di posizionamento), invece, facilita la navigazione e consente di gestire gli spostamenti in modo più efficiente. A questi strumenti si aggiungono i sistemi per la gestione delle flotte, utili soprattutto alle aziende NCC con più veicoli e conducenti.

Anche i pagamenti stanno diventando sempre più digitali. Come gli altri operatori soggetti all'obbligo di accettare pagamenti elettronici, infatti, anche taxi e NCC devono mettere a disposizione dei passeggeri un sistema per pagare con carta o altri strumenti digitali. I POS portatili sono particolarmente utili per i veicoli che effettuano corse fuori sede, perché permettono di incassare il pagamento direttamente a bordo senza dipendere da una postazione fissa.

La digitalizzazione riguarda inoltre la gestione degli incassi. Ricevute e registrazioni elettroniche consentono di tenere traccia delle corse e dei relativi pagamenti, facilitando il controllo degli incassi giornalieri e la successiva gestione contabile. Per un'attività di taxi o NCC, avere dati ordinati e facilmente consultabili può quindi ridurre il lavoro amministrativo e rendere più semplice verificare entrate, spese e andamento dell'attività.

Le tendenze chiave che stanno plasmando il settore taxi

Il settore taxi italiano sta cambiando in risposta alle nuove esigenze di mobilità e all'evoluzione del mercato. 

Tra i principali fenomeni da osservare nel settore taxi ci sono:

  • Concorrenza tra piattaforme taxi e NCC: le piattaforme digitali come Freenow (il cui fatturato nel 2024 è cresciuto del 19% rispetto all'anno precedente⁸) stanno modificando il modo in cui i passeggeri cercano, prenotano e richiedono una corsa.
  • Prenotazione e gestione digitale: app, sistemi di dispatching e strumenti di gestione delle flotte rendono più semplice coordinare richieste, conducenti e veicoli.
  • Pagamenti senza contanti e ricevute digitali: carte, smartphone e wallet stanno riducendo il ricorso al contante e facilitando la gestione delle transazioni.
  • Veicoli elettrici e ibridi: cresce l'interesse verso soluzioni a minori emissioni, anche se costi, autonomia e infrastrutture di ricarica possono influenzarne l'adozione.
  • Domanda legata a aeroporti, stazioni e turismo: questi luoghi continuano a generare una parte significativa della domanda, con possibili variazioni legate alla stagionalità.
  • Accessibilità e trasporto sanitario: taxi e NCC possono rispondere anche a esigenze specifiche, come gli spostamenti di persone con disabilità o i viaggi verso strutture sanitarie.
  • Regolamentazione locale: Comuni e Regioni intervengono, secondo le rispettive competenze, nell'organizzazione del trasporto pubblico non di linea e nella definizione delle regole che riguardano il servizio.

Queste tendenze stanno modificando sia il modo in cui i passeggeri accedono al servizio sia l'organizzazione quotidiana degli operatori.

Le sfide per tassisti e operatori

Il settore taxi continua a confrontarsi con alcune criticità strutturali. Carburante o energia, assicurazione, manutenzione, pneumatici e finanziamento o leasing del mezzo, in particolare, incidono direttamente sulla redditività dell'attività.

Un'altra difficoltà riguarda il rapporto tra disponibilità dei taxi e domanda locale. Il numero di licenze è stabilito a livello territoriale e può non adattarsi rapidamente ai cambiamenti della domanda. Questo può diventare particolarmente evidente nelle grandi città, negli aeroporti e nelle località turistiche, dove il numero di passeggeri può aumentare rapidamente in determinati momenti.

Un’analisi della concorrenza svela un ulteriore elemento di cambiamento. Taxi e operatori NCC devono confrontarsi con piattaforme digitali che permettono di prenotare un servizio direttamente dallo smartphone e che hanno modificato le aspettative dei passeggeri in termini di disponibilità, tempi di attesa e modalità di pagamento.

A questi aspetti si aggiungono le difficoltà legate alla circolazione. Traffico intenso, ZTL e regole specifiche per l'accesso ad aeroporti, stazioni e altre aree possono aumentare i tempi di percorrenza e ridurre il numero di corse effettuabili. Nelle città turistiche, inoltre, la forte stagionalità può creare periodi di domanda molto elevata alternati a mesi più tranquilli.

Quali prospettive per il settore taxi in Italia?

Il settore taxi italiano sta attraversando una fase di trasformazione, più che di semplice crescita o contrazione. Regolamentazione e tecnologia stanno infatti modificando il modo in cui l'offerta viene organizzata.

Un cambiamento importante riguarda innanzitutto il numero di licenze. Il Decreto Asset (D.L. 10 agosto 2023, n. 104) ha introdotto misure per aumentare l'offerta nelle aree caratterizzate da una domanda elevata. I comuni capoluogo di regione, sede di città metropolitane o di aeroporto possono incrementare le licenze fino al 20% attraverso concorsi straordinari. Sono previste anche licenze temporanee o stagionali per far fronte a grandi eventi ed eccezionali flussi turistici.

Il mercato sta diventando inoltre più digitale. Nel 2026 Bolt ha lanciato il suo servizio di ride-hailing a Milano, aggiungendo un nuovo operatore al mercato delle prenotazioni tramite app⁹. Per taxi e NCC, la presenza delle piattaforme aumenta quindi la necessità di offrire modalità di prenotazione semplici e servizi facilmente accessibili.

Sul fronte della regolamentazione, invece, nel 2024 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito il RENT, il Registro informatico pubblico nazionale delle imprese titolari di licenza taxi e autorizzazione NCC¹⁰. Il registro contribuisce a creare un quadro nazionale del comparto e a rendere più efficiente la gestione delle informazioni.

In questo scenario, strumenti digitali, prenotazioni online, pagamenti elettronici e sistemi di gestione delle corse stanno diventando parte integrante del servizio. Il futuro del settore sarà quindi legato alla capacità di adattare l'offerta alla domanda, sfruttando la tecnologia e mantenendo un servizio accessibile, disponibile e semplice da utilizzare.

Come myPOS può supportare tassisti e piccole flotte

Per un tassista o una piccola flotta, gestire i pagamenti significa poter incassare rapidamente durante le corse e tenere sotto controllo le transazioni a fine giornata. myPOS offre POS per tassisti portatili, che permettono di accettare carte, pagamenti contactless e wallet digitali direttamente a bordo del veicolo. I dispositivi possono inoltre essere utilizzati da più operatori, una funzione utile per le flotte con diversi conducenti.

I terminali portatili possono essere particolarmente pratici per taxi e NCC perché non richiedono una postazione fissa. Soluzioni come myPOS Go 2 utilizzano una connessione mobile integrata e consentono di accettare pagamenti anche quando il conducente è fuori sede. I clienti possono pagare avvicinando una carta o uno smartphone al terminale e ricevere la ricevuta in formato digitale.

Per i servizi prenotati in anticipo, come trasferimenti aeroportuali, corse aziendali o servizi NCC, myPOS mette inoltre a disposizione i link di pagamento. L'operatore può inviarli tramite SMS, email o app di messaggistica, permettendo al cliente di completare il pagamento online anche prima del viaggio.

La gestione digitale degli incassi può infine aiutare a organizzare l'attività quotidiana. Attraverso l'app e il conto business, gli operatori possono controllare pagamenti e transazioni e avere una visione più ordinata degli incassi. Per una piccola flotta, questi dati possono essere utili per confrontare le entrate dei diversi turni, verificare rimborsi e movimenti e facilitare la gestione amministrativa, inclusa la successiva riconciliazione con contabilità e IVA.

Domande frequenti

Oltre alla RC Auto obbligatoria, una flotta dovrebbe verificare soprattutto le coperture per infortuni del conducente, furto e incendio, danni al veicolo e assistenza stradale. Quando l'attività si espande, è importante controllare che polizze e condizioni siano adeguate all'uso professionale del veicolo e alle diverse modalità operative. La RC Auto copre infatti i danni causati a terzi, entro i massimali previsti dalla polizza. 

Le commissioni sui pagamenti digitali rappresentano un costo direttamente collegato agli incassi elettronici. Per valutarne l'impatto reale, il tassista dovrebbe confrontare commissioni, eventuali costi fissi e tempi di accredito con il valore medio delle corse. Il pagamento digitale può però ridurre la gestione del contante e facilitare la registrazione degli incassi, rendendo necessario valutare il costo insieme ai benefici operativi.

È utile registrare separatamente incassi, costi fissi e costi variabili e confrontarli mese per mese. Una previsione di cassa basata sui dati degli anni precedenti permette di prepararsi ai periodi di minore domanda e di accantonare liquidità nei mesi più redditizi. Per una corretta gestione fiscale, le registrazioni dovrebbero inoltre essere riconciliate regolarmente con fatture, ricevute e movimenti bancari.

Le spese devono essere documentate e correttamente collegate all'attività. Tra quelle potenzialmente rilevanti rientrano carburante, manutenzione, assicurazione, leasing e altri costi professionali, secondo il regime fiscale applicato.

Un sistema GPS deve avere finalità definite, base giuridica, informativa adeguata e accessi ai dati limitati a quanto necessario. Quando la geolocalizzazione consente di monitorare i lavoratori, possono inoltre entrare in gioco le garanzie previste dalla disciplina sui controlli a distanza.

Per i lavoratori iscritti alle gestioni INPS interessate, la contribuzione comprende una quota minima e, quando il reddito supera il relativo minimale, ulteriori contributi calcolati sulla parte eccedente. La pianificazione dovrebbe quindi tenere conto del reddito previsto e delle scadenze contributive, con il supporto di un commercialista.

Fonti

  1. Monitoraggio dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) - Diffusione Taxi e NCC (2024)
  2. Statista Market Insights: Taxi - Italy (2026 - 2030)
  3. Statista Market Insights: Ride-hailing - Italy (2026 - 2030)
  4. Il Sole 24 Ore: Nuove licenze e auto: per un taxi investimenti da 130mila euro (2024)
  5. Il Sole 24 Ore: Redditi dei tassisti italiani: crescita modesta e disparità territoriali nel 2024
  6. Statista: Numero di utenti di servizi di trasporto privato e taxi in Italia (2017-2030)
  7. Statista: Servizi di mobilità più utilizzati in Italia a settembre 2025
  8. Il Sole 24 Ore: Più flessibilità e comodità: le app per pagamenti e prenotazioni rivoluzionano il settore dei taxi (2025)
  9. Bolt lancia il servizio di ride-hailing a Milano (2026)
  10. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: TAXI e NCC, aperte le iscrizioni al registro RENT (2024)

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