Cosa sono le carte virtuali, come funzionano e come crearle
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Cosa sono le carte virtuali, come funzionano e come crearle

Le carte virtuali rappresentano oggi uno degli strumenti di pagamento più utili per chi gestisce un’attività in Italia. Cosa sono però le carte virtuali? In pratica, sono carte senza supporto fisico. Esistono infatti solo in formato digitale, pur mantenendo tutte le informazioni di una carta normale, come numero, data di scadenza e codice di sicurezza. 

Il loro uso è legato alla sempre più alta diffusione dei pagamenti digitali in Italia. In questo contesto, anche le PMI stanno riducendo l’uso del contante e delle carte aziendali condivise. Al loro posto adottano soluzioni di pagamento innovative come le carte virtuali, più semplici da gestire e da controllare. 

In questo articolo spiegheremo dettagliatamente cosa sono le carte virtuali e come funzionano. Vedremo inoltre quali vantaggi concreti offrono alle piccole e medie imprese italiane e come creare una carta in pochi passaggi.

Carte virtuali per le aziende: dati e statistiche principali

Le carte virtuali crescono insieme al mercato dei pagamenti digitali. In Italia, secondo  l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 i pagamenti digitali hanno raggiunto 518 miliardi di euro, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata anche in Europa. Tra il 2017 e il 2023, in particolare, il valore dei pagamenti digitali nel commercio elettronico e presso i punti vendita fisici è più che raddoppiato.

La crescita riguarda sempre più da vicino anche le PMI. Secondo una recente ricerca Mastercard, il 92% delle imprese considera prioritario ottimizzare i metodi di pagamento. Il 94% ritiene inoltre che processi più efficienti abbiano un impatto diretto sulla redditività.

In questo contesto cresce l’interesse verso i pagamenti con carte virtuali. Sempre secondo Mastercard, il 25% delle PMI si dichiara già interessato, percentuale che sale al 40% tra le aziende di medie dimensioni. L’attenzione si concentra soprattutto sulla gestione delle spese occasionali e delle trasferte, ambiti in cui flessibilità e controllo fanno la differenza.

Sul fronte normativo, la direttiva PSD2 e l’autenticazione forte (SCA) hanno reso i pagamenti più sicuri. Le carte virtuali si inseriscono bene in questo scenario, offrendo un ulteriore livello di protezione grazie alla possibilità di impostare limiti personalizzabili, validità temporanee o utilizzi specifici per singolo acquisto. 

Il loro utilizzo è sempre più diffuso tra le imprese. Retail, hospitality, costruzioni e servizi le adottano per gestire spese quotidiane, fornitori e abbonamenti. Il motivo è semplice: permettono un controllo più preciso e immediato.

I benefici si vedono soprattutto nella gestione operativa. Le carte virtuali possono ridurre il tempo dedicato alla gestione delle spese. Inoltre, possono facilitare la riconciliazione contabile, soprattutto se integrate con software amministrativi o piattaforme di expense management.

Cosa sono le carte virtuali e tipologie

Una carta virtuale è uno strumento di pagamento digitale generato da una banca o da una piattaforma fintech. Ha tutti gli elementi di una carta tradizionale Visa o Mastercard, come numero di carta, data di scadenza e codice CVV. Tuttavia, esiste solo in formato digitale, accessibile tramite app o dashboard. Questo le rende una delle principali alternative alle carte di credito o debito fisiche.

Una carta virtuale può spesso essere collegata a Google Pay o Apple Pay per i pagamenti da smartphone. In alternativa, può essere usata direttamente per gli acquisti online inserendo le credenziali digitali al momento del checkout.

Dal punto di vista tecnico, nella maggior parte dei casi le carte virtuali funzionano come normali carte di pagamento con PAN, scadenza e CVV generati in formato digitale. In alcuni casi, ad esempio tramite wallet digitali, entrano invece in gioco sistemi di tokenizzazione.

In questo caso, il PAN reale viene sostituito da un token associato al dispositivo o al contesto d’uso, mentre ogni transazione utilizza credenziali dinamiche, come cryptogrammi univoci, per aumentare la sicurezza dei pagamenti.

Esistono due tipologie principali di carta virtuale:

  • Le carte monouso (single-use), che possono generare un numero valido per una sola transazione. Sono particolarmente utili per acquisti online occasionali o verso nuovi fornitori, poiché riducono l’esposizione della carta principale. Per questo motivo, sono considerate ottimi strumenti di sicurezza per i pagamenti online.
  • Le carte ricorrenti, che sono invece dedicate a una specifica categoria di spesa o a un fornitore fisso. Ad esempio, un abbonamento software, un servizio cloud o le utenze di un punto vendita. Rimangono attive nel tempo, con limiti e parametri configurabili dall’amministratore. Sono quindi perfette per chi gestisce pagamenti ricorrenti.

Il vantaggio gestionale per aziende e imprenditori è rilevante. Con le carte virtuali è possibile delegare la spesa a un collaboratore o a un reparto, mantenendo piena visibilità e controllo. Non è inoltre necessario consegnare nessuna carta aziendale fisica, né fidarsi ciecamente di chi la usa.

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Esempi pratici di utilizzo delle carte virtuali

Le carte virtuali si adattano a situazioni molto concrete e nella realtà quotidiana delle piccole imprese italiane. 

Vediamo alcuni esempi pratici di come vengono utilizzate le carte virtuali:

  • Agenzia di comunicazione: un’agenzia di comunicazione può creare una carta dedicata per ciascun cliente attivo, usando quella specifica per acquistare spazio pubblicitario, tool digitali o licenze software. In questo modo le spese aziendali sono già separate e attribuibili senza bisogno di riconciliazioni manuali a fine mese.
  • Azienda artigiana: il titolare di un laboratorio artigiano può assegnare a un collaboratore una carta con un limite mensile predefinito per l’acquisto di materiali, ricambi o attrezzature da fornitori online. Il titolare vede le transazioni in tempo reale sull’app, senza dover aspettare di raccogliere scontrini o ricevute.
  • Ristorazione: un bar o un ristorante può gestire separatamente le spese per fornitori, piattaforme di delivery, abbonamenti alle app di prenotazione e acquisti ricorrenti. Avere una carta dedicata per ciascuna voce di spesa può semplificare la riconciliazione interna e il controllo dei costi. Per la contabilità e l’IVA, resta comunque necessario abbinare i pagamenti alle fatture elettroniche ricevute tramite SDI.
  • Freelancer: un libero professionista con clienti internazionali può usare una carta virtuale in euro per gestire abbonamenti a piattaforme estere, pagamenti in valuta e spese deducibili, senza mescolare le spese personali con quelle professionali.
  • Azienda con personale: invece di anticipare contanti o rimborsare spese a posteriori, un’azienda può assegnare ai dipendenti una carta con un massimale definito per carburante, trasferte o acquisti operativi. Quando il budget è esaurito, la carta smette semplicemente di funzionare.

In molti di questi scenari, non c’è più bisogno di un’altra carta fisica aggiuntiva o processo manuale per tracciare le spese. Il titolare dell’attività potrà sempre mantenere pieno controllo dei propri fondi, senza condividere le coordinate bancarie principali.

Le caratteristiche principali di un sistema di carte virtuali

Un buon sistema di carte virtuali per le PMI dovrebbe offrire alcune funzionalità di base

Ecco le principali caratteristiche di sistemi di carte virtuali:

  • Emissione immediata: una carta virtuale si crea in pochi minuti dalla dashboard. Questo significa che è possibile rispondere a un’esigenza operativa nell’immediato, come un acquisto urgente, un nuovo abbonamento o una spesa non pianificata.
  • Controlli granulari: è possibile impostare un limite di spesa giornaliero o mensile, data di scadenza o categorie merceologiche autorizzate. Ad esempio, una carta per un abbonamento annuale scadrà automaticamente alla data prevista.
  • Gestione centralizzata: tutte le carte, i movimenti e i limiti sono visibili in un’unica piattaforma. Non servono estratti conto separati, chiamate in banca o fogli Excel per capire dove sono finite le spese del mese. Questa visibilità è particolarmente preziosa per i titolari che gestiscono da soli sia le operazioni che la contabilità.
  • Compatibilità con i wallet digitali: molte carte virtuali possono essere aggiunte ad Apple Pay e Google Pay in pochi secondi, permettendo di effettuare acquisti da smartphone anche in contesti fisici che accettano i pagamenti contactless. Questo le rende versatili anche al di là degli acquisti online puri.
  • Integrazione con i sistemi contabili: i migliori provider permettono di collegare le carte virtuali ai software gestionali e di fatturazione elettronica, sincronizzando automaticamente le transazioni con la contabilità. Per una PMI italiana che deve gestire la fatturazione verso l’SDI e tenere traccia dell’IVA per categoria di spesa, questa integrazione riduce sensibilmente il lavoro amministrativo.

Le carte virtuali, perciò, sono un sistema completo per gestire le spese in modo più semplice, veloce e controllato. Per una PMI, questo si traduce in meno tempo perso e più attenzione al business.

Vantaggi delle carte virtuali per le piccole imprese italiane

Le carte virtuali offrono vantaggi concreti per le PMI, soprattutto nella gestione quotidiana delle spese e dei pagamenti digitali. 

Tra i principali benefici delle carte virtuali troviamo:

  • Sicurezza: le carte virtuali riducono i rischi perché permettono di isolare gli acquisti tramite numeri dedicati, limiti di spesa e validità temporanee. In alcuni contesti, ad esempio nei wallet digitali, la tokenizzazione sostituisce i dati reali della carta con token specifici per dispositivo o merchant, aumentando la protezione in caso di violazione. 
  • Contabilità semplificata: le carte virtuali possono facilitare la gestione delle spese perché consentono di assegnare carte dedicate a collaboratori, progetti o categorie di costo. Alcuni provider offrono anche funzioni di categorizzazione automatica delle transazioni, utili per velocizzare la riconciliazione contabile. Resta però necessario associare i pagamenti alla documentazione fiscale corretta, come fatture e ricevute, soprattutto ai fini IVA.
  • Controllo in tempo reale: con una carta virtuale non bisogna aspettare la fine del mese per sapere cosa è stato speso. Le notifiche arrivano in tempo reale e i report sono sempre aggiornati. Per le imprese che operano con margini stretti, come la ristorazione, il commercio al dettaglio o l’edilizia, questo livello di visibilità ha un impatto diretto sulla gestione del flusso di cassa.
  • Riduzione dei costi amministrativi: una migliore gestione porta anche a risparmi concreti. Si riducono gli errori, le spese non autorizzate e il tempo dedicato ad attività amministrative. In aziende con pochi dipendenti, dove spesso è il titolare stesso a fare da ragioniere, questi risparmi di tempo si traducono direttamente in maggiore produttività.

Le carte virtuali, perciò, non sostituiscono completamente gli altri metodi di pagamento online, ma li affiancano. Offrono più controllo, più trasparenza e una gestione delle spese più efficiente, senza complicare l’operatività quotidiana.

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Limitazioni delle carte virtuali e aspetti da considerare

Come ogni strumento, le carte virtuali hanno alcune limitazioni che vale la pena conoscere prima di adottarle.

La prima riguarda l’accettazione. Alcuni fornitori, come piccoli grossisti locali, artigiani o attività tradizionali, preferiscono ancora contanti o carte fisiche. Questo succede spesso nei settori più legati al territorio, dove il rapporto diretto conta più della tecnologia. Anche in ambiti come hotel o autonoleggi, può essere richiesta una carta fisica per cauzioni o verifiche.

La seconda è la dipendenza tecnologica. Le carte virtuali richiedono uno smartphone o un computer e una connessione internet per essere gestite. In contesti operativi con scarsa connettività, come cantieri, zone rurali, magazzini, potrebbe quindi essere necessario combinare strumenti digitali e fisici.

Infine, alcuni sistemi di pagamento più tradizionali potrebbero avere limitazioni nell'accettazione di carte virtuali. Anche se sempre più diffusi, gli strumenti di pagamento virtuali non sono ancora infatti accettati ovunque. In alcuni casi, soprattutto con POS meno aggiornati o sistemi più tradizionali, possono verificarsi difficoltà nei pagamenti.

Per questo motivo, molte PMI continuano a utilizzare una combinazione di strumenti. L’approccio più efficace resta infatti quello flessibile, capace di adattarsi alle diverse situazioni operative.

Come ottenere carte virtuali per la tua PMI

Come ottenere carte virtuali per la tua PMI

Ottenere una carta virtuale per la propria attività non è un processo complesso, ma richiede alcuni passaggi ben definiti. L’obiettivo è scegliere una soluzione che si integri con la gestione quotidiana delle spese aziendali e con i sistemi contabili già in uso. Per le PMI italiane, questo significa anche garantire conformità fiscale, tracciabilità e pieno controllo delle operazioni.

Step 1: Valuta le tue esigenze di spesa

Prima di scegliere un provider, è utile capire per quali categorie di spesa le carte virtuali porterebbero il maggiore vantaggio

Abbonamenti ricorrenti a software e piattaforme? Acquisti da fornitori online? Spese del personale per trasferte o materiali? Identificare queste aree permette di stimare quante carte creare, con quali limiti, e come organizzarne la gestione.

Step 2: Scegli la piattaforma più adatta

Una volta definite le esigenze, è necessario scegliere il provider

In Italia si può optare principalmente tra: 

  • Banche tradizionali, che stanno introducendo strumenti di gestione delle spese;
  • Piattaforme fintech, pensate specificamente per le PMI. 

Per scegliere la migliore opzione, è utile valutare aspetti come le commissioni applicate per l'emissione o l'utilizzo delle carte, la configurabilità dei limiti di spesa, le integrazioni disponibili con software contabili e la conformità ai requisiti normativi italiani ed europei. 

Soluzioni come myPOS offrono alle PMI italiane la possibilità di creare carte virtuali direttamente dal proprio conto business. In questo modo, permettono di centralizzare la gestione delle spese aziendali.

Step 3: Apri e verifica il conto business

Per aprire un conto business su una piattaforma fintech o bancaria è solitamente necessario presentare:

  • La Partita IVA;
  • La visura camerale o i documenti di costituzione dell'azienda;
  • Un documento d'identità valido. 

Le piattaforme digitali gestiscono il processo di KYC (Know Your Customer) e i controlli AML (antiriciclaggio) in modalità online, riducendo i tempi di attivazione rispetto alle procedure bancarie tradizionali. Una volta completata la verifica, il conto viene attivato e si può accedere alla dashboard per la gestione delle carte.

Step 4: Crea e assegna la prima carta

Una volta attivato il conto, la creazione di una carta virtuale richiede generalmente pochi minuti. Per farlo, si definisce innanzitutto lo scopo della carta (es. "Abbonamenti software"). Successivamente, si può impostare un limite mensile e assegnare la carta a un utente o a una funzione aziendale. Da quel momento, se il provider lo permette, la carta è operativa e può essere aggiunta anche a Apple Pay o Google Pay.

Step 5: Automatizza la rendicontazione delle spese

L’ultimo passo è collegare le carte ai sistemi contabili. Molte piattaforme permettono l’integrazione con software di gestione e fatturazione elettronica, semplificando la riconciliazione delle spese. 

Le transazioni vengono registrate automaticamente e abbinate alle ricevute, riducendo il lavoro manuale. Questo è particolarmente utile per le PMI che devono gestire IVA, Partita IVA e documentazione fiscale in modo preciso.

Finanze e flusso di cassa: il contributo delle carte virtuali

La gestione della liquidità è uno degli aspetti più critici per le PMI italiane. Questo vale soprattutto in settori come retail, ristorazione e servizi, dove i margini sono spesso ridotti e le spese quotidiane frequenti. Le carte virtuali e gli strumenti di pagamento digitali offrono oggi un modo più semplice e preciso per controllare i flussi finanziari.

Uno dei principali vantaggi è il monitoraggio in tempo reale delle spese. A differenza dei sistemi tradizionali basati su estratti conto mensili, ogni transazione viene registrata immediatamente.

Questo permette ai titolari di avere una visione aggiornata del budget disponibile, migliorando la gestione finanziaria digitale. In un contesto in cui molte PMI italiane gestiscono ancora una parte delle operazioni in contanti, questo livello di visibilità rappresenta un salto di qualità significativo.

Un altro beneficio importante riguarda la riduzione dei ritardi nei pagamenti ricorrenti. Le carte virtuali possono essere dedicate a spese specifiche o pagamenti ricorrenti, come fornitori, abbonamenti o servizi essenziali.

Questo riduce il rischio di dimenticanze, penali o interruzioni di servizio, garantendo continuità operativa. Per le aziende che gestiscono fatture elettroniche e IVA, questo significa anche maggiore coerenza nei flussi di uscita.

Infine, le carte virtuali migliorano la pianificazione del budget e del cash flow. Analizzando i dati delle transazioni, è possibile individuare pattern di spesa, prevedere costi futuri e ottimizzare le decisioni finanziarie. Questo è particolarmente utile per le PMI che devono bilanciare investimenti, forniture e costi operativi con attenzione costante alla liquidità.

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Nel contesto italiano ed europeo, come visto, le carte virtuali stanno diventando uno strumento sempre più diffuso per la gestione delle spese aziendali

La Carta Virtuale di myPOS, in particolare, è pensata per offrire accesso immediato ai fondi aziendali e una gestione completamente digitale delle spese. Una volta attivata, la carta è pronta in pochi secondi e può essere utilizzata per pagamenti online o da mobile. Il tutto senza attese legate all’emissione di una carta fisica.

Ogni transazione è visibile in tempo reale e può essere gestita direttamente dall’app myPOS. Questo permette ai titolari di avere sempre una panoramica chiara della gestione finanziaria digitale dell’azienda. Inoltre, aiuta a mantenere ordine tra spese aziendali, fornitori e acquisti quotidiani.

myPOS Carta Virtuale è compatibile con i principali wallet digitali come Apple Pay e Google Pay. È inoltre utilizzabile nei pagamenti contactless, sia per acquisti online che per spese operative quotidiane. Se stai quindi cercando uno strumento semplice ma strutturato per la gestione delle tue spese, è la soluzione perfetta da cui partire.

Conclusione

Le carte virtuali non sono uno strumento riservato alle grandi aziende o alle startup tecnologiche. Sono una soluzione concreta per qualsiasi PMI italiana che voglia migliorare il controllo sulle proprie spese aziendali, semplificare la contabilità e ridurre i rischi legati alla sicurezza delle transazioni elettroniche. 

In un contesto in cui i pagamenti digitali sono ormai strutturali nel sistema economico italiano, adottare strumenti di gestione finanziaria digitale è una necessità operativa. Il punto di partenza più semplice? Creare una prima carta virtuale per una spesa ricorrente e sperimentare in prima persona il livello di controllo e visibilità di questo strumento.

Domande frequenti 

In linea generale, il modello F24 non viene pagato tramite carta, ma tramite addebito su conto corrente attraverso i servizi telematici abilitati (home banking o piattaforme dell’Agenzia delle Entrate). Per i soggetti con Partita IVA, i versamenti devono essere effettuati tramite un prestatore di servizi di pagamento (PSP) convenzionato con l’Agenzia delle Entrate. Questo significa che non è sufficiente disporre di un IBAN europeo. Il conto deve anche essere supportato dal circuito abilitato ai pagamenti F24.

La carta virtuale è uno strumento di pagamento, non di fatturazione. Non genera quindi automaticamente fatture elettroniche. Tuttavia, le transazioni registrate sulla dashboard possono essere usate come riferimento per abbinare pagamenti e fatture ricevute, semplificando la riconciliazione con i documenti transitati tramite SDI. Alcune piattaforme offrono integrazioni dirette con software di contabilità che gestiscono questo abbinamento in modo semi-automatico.

Sì, è uno deicasi d'uso più pratici. Puoi creare una carta con una data di scadenza definita, ad esempio per la durata di un contratto stagionale o di un progetto specifico, e impostare un limite di spesa massimo. Alla scadenza la carta si disattiva automaticamente, senza bisogno di bloccarla manualmente. Questo elimina il rischio di spese non autorizzate dopo la fine del rapporto di lavoro.

Sì, il blocco è immediato dalla dashboard o dall'app, senza dover contattare la banca. A differenza di una carta fisica smarrita o compromessa, non è necessario attendere una nuova carta. Puoi bloccare quella sospetta e crearne una nuova in pochi minuti, con nuove credenziali digitali. Questo è uno dei vantaggi più concreti rispetto alla gestione tradizionale.

Le piattaforme di carte virtuali registrano ogni transazione con data, importo, nome del merchant e categoria di spesa. Alcune consentono di allegare direttamente la ricevuta o la fattura alla transazione, creando un archivio consultabile. Ai fini di un controllo dell'Agenzia delle Entrate, questi dati non sostituiscono la fattura elettronica o lo scontrino fiscale. Tuttavia, facilitano enormemente il lavoro di ricerca e abbinamento documentale.

Dipende dalla piattaforma. Alcune assegnano automaticamente una categoria di spesa a ogni transazione in base al codice MCC (Merchant Category Code) del fornitore. Ad esempio, "carburante", "software", "forniture per ufficio". Queste categorie possono poi essere mappate manualmente sulle voci del piano dei conti aziendale. Non si tratta ancora di una categorizzazione automatica conforme al piano dei conti italiano standard. Tuttavia, riduce significativamente il lavoro di classificazione manuale in fase di chiusura contabile.

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