Cos’è il Codice ATECO: guida alla classificazione delle attività economiche
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Cos’è il Codice ATECO: guida alla classificazione delle attività economiche

Il codice ATECO è il punto di partenza di ogni attività economica italiana. Definisce cosa fai, come vieni inquadrato e quali regole devi seguire. Dalla partita IVA alla fiscalità, fino a contributi e adempimenti, tutto passa dalla corretta classificazione delle attività economiche.

Nel corso del 2024, in particolare, sono state aperte 498.361 nuove partite IVA in Italia (+1,3% rispetto al 2023). Tra queste, il 67,8% sono state attivate da persone fisiche, il 24,5% da società di capitali e il 4,5% da soggetti non residenti o altre forme giuridiche.

Con l’evoluzione del mercato e l’arrivo di ATECO 2025, tuttavia, molti codici ATECO sono cambiati o ampliati. Questo rende la scelta e l’aggiornamento del codice ATECO ancora più importanti.

In questa guida scoprirai cos’è il codice ATECO, come funziona e quando aggiornarlo. Inoltre, ti spiegheremo perché incide su tasse, pagamenti e conformità normativa.

Cos’è il Codice ATECO e perché è importante in Italia

Il codice ATECO è il sistema ufficiale di classificazione delle attività economiche adottato in Italia. Identifica in modo standardizzato ogni attività economica italiana, sia d’impresa che professionale.

Il codice è un requisito obbligatorio per aprire una partita IVA e presentare la dichiarazione di inizio attività. Inoltre, è fondamentale per risultare correttamente registrati presso Agenzia delle Entrate e Camera di Commercio.

La definizione, l’aggiornamento e la gestione dei codici ATECO spettano all’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica. L’ISTAT utilizza questa classificazione per le rilevazioni statistiche, l’analisi del tessuto produttivo e l’allineamento con la classificazione europea NACE, garantendo coerenza a livello UE. 

Il codice ATECO incide su:

  • Fiscalità delle attività economiche;
  • Contributi INPS;
  • Macrocategoria di rischio;
  • Obblighi di salute e sicurezza sul lavoro;
  • Controlli amministrativi.

Dal 2025 è operativa la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce ATECO 2007. L’aggiornamento introduce nuove attività legate a economia digitale, servizi online, sostenibilità e innovazione. Questo cambiamento rende necessaria, in molti casi, una correzione o un aggiornamento del codice ATECO.

Come è strutturato il Codice ATECO

Come è strutturato il Codice ATECO

Il codice ATECO segue una struttura gerarchica numerica. Questa struttura consente di classificare ogni attività in modo progressivo e dettagliato. Le sezioni dei codici ATECO permettono così di passare da un livello generale a uno specifico, fino alle singole attività.

In particolare, la struttura del codice ATECO 2025 è composta da:

  • Sezione: Indicata da una lettera (A–V). Identifica il grande settore economico.  
  • Divisione: Due cifre numeriche. Definisce la macro-area dell’attività.
  • Gruppo: Tre cifre. Specifica la tipologia di attività all’interno della divisione.
  • Classe e sottocategorie: Quattro, cinque o sei cifre. Identificano in modo preciso la singola attività svolta.

Nei documenti fiscali e amministrativi, il codice ATECO viene indicato solo nella sua forma numerica. La lettera della sezione serve a fini statistici e descrittivi, ma non viene utilizzata nelle comunicazioni ufficiali.

Ecco alcuni esempi di codici ATECO:

  • 62.10.00Attività di programmazione informatica
  • 96.21.00Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere
  • 56.10.11Attività di ristorazione con somministrazione
  • 70.20.09Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.

Questa articolazione facilita semplificazione delle informazioni, controlli fiscali e rilevazioni statistiche.

ATECO 2007 vs. ATECO 2025: cosa è cambiato

La classificazione ATECO 2007, con i suoi aggiornamenti fino al 2022, è stata la base ufficiale per le rilevazioni statistiche e gli adempimenti amministrativi in Italia per oltre 15 anni. Questa versione derivava dalla classificazione europea NACE Rev. 2 e ha permesso negli anni di inquadrare le attività economiche italiane. 

Con l’evoluzione del mercato, la digitalizzazione e la comparsa di nuove attività, tuttavia, è nata l’esigenza di una revisione generale. Nasce così ATECO 2025, la nuova classificazione ufficiale adottata dall’ISTAT e operativa dal 1° aprile 2025

ATECO 2025 introduce aggiornamenti significativi per riflettere meglio l’economia moderna, come:

  • Maggior dettaglio in attività legate al digitale, alle piattaforme online e ai servizi basati su tecnologie avanzate.
  • Nuove categorie collegate alla sostenibilità e a modelli di business emergenti.
  • Riorganizzazione di interi gruppi settoriali (come il commercio al dettaglio) basati ora sul tipo di prodotto venduto anziché sul canale di vendita. 

La transizione da ATECO 2007 a ATECO 2025 è stata supportata da una tavola di corrispondenza pubblicata dall’ISTAT. In questa i vecchi codici ATECO vengono “tradotti” nei nuovi. 

Per le imprese già attive alla data di entrata in vigore, la riclassificazione è avvenuta automaticamente nei registri. Le aziende potrebbero però dover aggiornare la propria classificazione quando l’attività cambia o l’assegnazione automatica non rispecchia il profilo economico. 

Questo passaggio è particolarmente importante per la corretta comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Inoltre, evita errori in visure camerali, adempimenti fiscali e contributivi. 

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Perché le aziende hanno bisogno di un codice ATECO

Il codice ATECO è un requisito legale indispensabile per avviare qualsiasi attività in Italia. È obbligatorio per registrare un’impresa o aprire una partita IVA tramite la dichiarazione di inizio attività. 

Senza un codice corretto, infatti, non è possibile completare la registrazione presso Agenzia delle Entrate e Camera di Commercio. Inoltre, non si risulta correttamente iscritti nei registri ufficiali.

L’importanza del codice ATECO riguarda diversi ambiti fondamentali:

  • Fiscalità e tassazione: il codice ATECO contribuisce all’inquadramento fiscale e previdenziale dell’attività. Inoltre, incide sui coefficienti di redditività nel forfettario, l’eventuale applicazione di regimi IVA speciali e il supporto all’inquadramento INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale).
  • Permessi e autorizzazioni: alcune attività richiedono licenze specifiche, comunicazioni preventive o requisiti professionali legati al codice assegnato.
  • Conformità normativa e controlli: il codice incide sulla macrocategoria di rischio, rilevante per salute e sicurezza sul lavoro e per i controlli ispettivi.

Una classificazione errata può causare sanzioni, ritardi amministrativi e problemi di conformità.

Scegliere il codice ATECO giusto per la tua attività

La scelta del codice ATECO avviene al momento dell’apertura della partita IVA o della costituzione dell’impresa, tramite la dichiarazione di inizio attività. Imprenditori e freelance devono individuare il codice che descrive l’attività prevalente, cioè quella che genera il maggior volume di ricavi.

Spesso, è utile richiedere il supporto di un commercialista o delle associazioni imprenditoriali, soprattutto per attività ibride o digitali. L’ISTAT, inoltre, mette a disposizione alcuni strumenti ufficiali di supporto, come il navigatore ATECO e la documentazione tecnica ATECO. Entrambi sono utili per confrontare descrizioni e sottocategorie, così da individuare il codice più adatto alla propria attività.

Una classificazione errata, infatti, comporta rischi concreti, tra cui:

  • Sanzioni e irregolarità fiscali: un codice non coerente può generare errori IVA e contributivi, in contrasto con il DPR 633/1972 e le norme fiscali applicabili.
  • Disallineamento fiscale e contributivo: Il codice influisce su regime fiscale e INPS. Un errore può causare versamenti errati o perdita di agevolazioni.
  • Ritardi amministrativi e blocchi: incoerenze tra attività svolta e codice indicato possono rallentare pratiche, controlli e accesso a finanziamenti pubblici o di avvio di impresa.

La scelta iniziale del codice ATECO, perciò, non è solo una decisione formale, ma anche strategica.

Aggiornamento o modifica del codice ATECO

Aggiornamento o modifica del codice ATECO

L’aggiornamento del codice ATECO è necessario quando l’attività svolta non coincide più con quella dichiarata. La normativa fiscale richiede infatti che la classificazione rispecchi sempre l’attività effettivamente esercitata.

Le situazioni più comuni che richiedono una modifica sono:

  • Espansione dell’attività: Quando l’impresa amplia l’offerta con nuove linee di business che diventano rilevanti o prevalenti.
  • Diversificazione: Se vengono aggiunte attività diverse da quella originaria, come servizi digitali o vendita online.
  • Pivot o cambio di modello di business: In caso di trasformazione sostanziale dell’attività, tipica di startup e freelance.
  • Adeguamento ad ATECO 2025: Quando il codice assegnato automaticamente non rappresenta correttamente l’attività svolta.

La comunicazione di aggiornamento o modifica all’Agenzia delle Entrate deve avvenire entro 30 giorni dalla variazione. I titolari di partita IVA individuale possono utilizzare il modello AA9/12, mentre le società il modello AA7/10.

Le imprese iscritte al Registro delle Imprese, inoltre, possono effettuare l’aggiornamento tramite ComUnica. Automaticamente, la sostituzione si riflette anche su visura camerale e archivi INPS. L’aggiornamento tempestivo evita irregolarità fiscali e problemi di conformità.

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Codice ATECO: le implicazioni fiscali

Il codice ATECO incide in modo diretto sulla fiscalità delle attività economiche. Determina, infatti, l’accesso ai regimi fiscali, il calcolo delle contribuzioni INPS e alcune limitazioni operative. È quindi centrale nella gestione della partita IVA.

In particolare, il codice influenza:

  • Accesso al regime forfettario: il regime forfettario, disciplinato dalla Legge n. 190/2014 e successive modifiche, applica coefficienti di redditività diversi in base ai codici ATECO. Ad esempio, un professionista può avere un coefficiente del 78%, mentre le attività commerciali all'ingrosso/al dettaglio scendono al 40%.
  • Contributi INPS: il codice ATECO supporta l'inquadramento previdenziale dell'attività. Tuttavia, non determina in modo automatico l'iscrizione a una specifica gestione INPS.
  • Limiti e obblighi fiscali: il codice ATECO non determina direttamente l’accesso al regime forfettario, ma incide sugli obblighi fiscali applicabili all’attività. Identifica infatti la tipologia di operazioni svolte e consente di verificare l’eventuale applicazione di regimi IVA speciali, adempimenti specifici o esclusioni previste dalla Legge n. 190/2014.
  • Rischio aziendale e controlli: la macrocategoria di rischio collegata al codice influisce su controlli fiscali e obblighi di salute e sicurezza sul lavoro.

Una corretta classificazione delle attività economiche, perciò, evita errori, sanzioni e perdite fiscali.

Rilevanza del Codice ATECO nei Pagamenti Digitali e POS

Il codice ATECO è importante anche nella gestione dei pagamenti digitali e dei terminali POS. La corretta classificazione dell’attività economica italiana, infatti, consente a banche, provider di pagamento e autorità di applicare le regole settoriali appropriate.

Per gli esercenti che utilizzano POS e strumenti di pagamento elettronici, in particolare, il codice ATECO incide su diversi aspetti, tra cui:

  • Attivazione e configurazione del POS: il codice ATECO viene richiesto dagli operatori di pagamento (PSP) principalmente per finalità di identificazione dell’attività, KYC e inquadramento amministrativo.
  • Regole e controlli settoriali: alcune attività sono soggette a verifiche rafforzate per antiriciclaggio, tracciabilità e rischio aziendale. La macrocategoria di rischio, collegata al codice, incide su controlli e reportistica.
  • Allineamento fiscale e amministrativo: un codice non coerente può creare incongruenze tra pagamenti POS, fiscalità delle attività economiche e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.

Una corretta classificazione delle attività economiche è quindi essenziale anche per i pagamenti digitali.

Sfide comuni con il sistema ATECO

Il sistema dei codici ATECO può presentare alcune difficoltà, soprattutto per modelli di business ibridi o nuovi che non si adattano facilmente alle categorie predefinite. La transizione a ATECO 2025 ha migliorato la granularità della classificazione, ma restano diverse sfide operative per imprese e professionisti. 

Le principali difficoltà con i codici ATECO includono:

  • Ambiguità per modelli ibridi: attività come e-commerce con servizi digitali, marketplace online o app innovative possono ricadere sotto più codici similari. Decidere quale sia quello prevalente non è sempre semplice.
  • Interpretazione della nuova classificazione: con l’introduzione di oltre 1.000 nuovi codici e modifiche sostanziali rispetto ad ATECO 2007, alcune imprese faticano a individuare la corrispondenza più aderente alla propria tipologia di attività economica. 
  • Errori di auto-assegnazione: senza esperienza, è facile scegliere codici non coerenti, con conseguenze su regimi fiscali, partita IVA e obblighi contributivi.

Se non affrontate correttamente, queste difficoltà possono generare errori operativi e fiscali che accompagnano l’impresa nel tempo.

Per risolvere queste incertezze, è consigliabile:

  • Consultare un commercialista esperto in codici ATECO e aspetti fiscali.
  • Rivolgersi alla Camera di Commercio locale per assistenza nella lettura della classificazione e nella richiesta di correzione del codice quando necessario.
  • Utilizzare strumenti ufficiali come il navigatore ATECO o le tabelle di corrispondenza tra ATECO 2007 e ATECO 2025. 

Una scelta più accurata riduce il rischio di errori amministrativi e sanzioni.

Dove trovare e verificare il tuo codice ATECO

Dove trovare e verificare il tuo codice ATECO

Per garantire coerenza tra attività svolta, fiscalità delle attività economiche e adempimenti amministrativi è fondamentale verificare il proprio codice ATECO

Per farlo, esistono diverse fonti ufficiali e supporti professionali affidabili, tra cui:

  • ISTAT – Classificazione delle attività economiche: ISTAT mette a disposizione la documentazione tecnica ATECO e il navigatore ATECO, strumenti ufficiali per consultare sezioni, sottocategorie e descrizioni dettagliate dei codici ATECO. Sono fondamentali per interpretare correttamente ATECO 2025 e le relative novità.
  • Agenzia delle Entrate: il codice dichiarato è verificabile nei modelli di dichiarazione di inizio attività, nelle comunicazioni di variazione e nei dati associati alla partita IVA. Eventuali incongruenze richiedono una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Un confronto con professionisti è sempre consigliabile per verificare la correttezza delle informazioni e ridurre il rischio di interpretazioni non allineate alla normativa.

Un ruolo chiave è svolto anche da:

  • Commercialisti e consulenti fiscali: Supportano nella richiesta del codice ATECO, nella correzione o nell’aggiornamento del codice ATECO, valutando impatti fiscali e contributivi.
  • Camere di Commercio e associazioni imprenditoriali: Offrono assistenza per la visura camerale, l’inquadramento dell’attività e l’allineamento con gli archivi ufficiali.

Affidarsi a fonti corrette riduce errori e rischi amministrativi.

Conclusioni 

Il codice ATECO è molto più di un numero: definisce la tua attività economica, influenza la fiscalità, i contributi INPS, i permessi e i pagamenti digitali. Scegliere il codice corretto fin dall’inizio e aggiornarlo quando necessario è quindi fondamentale per evitare errori, sanzioni e ritardi amministrativi. 

Per farlo, usa strumenti ufficiali come il navigatore ATECO, consulta commercialisti e associazioni imprenditoriali e verifica sempre la visura camerale. Una classificazione precisa garantisce conformità, semplificazione delle informazioni e maggiore sicurezza nella gestione dell’impresa.

Domande frequenti

Il codice ATECO è la classificazione ufficiale delle attività economiche italiane, definita da ISTAT. Si trova nella dichiarazione di inizio attività, nella visura camerale o tramite il navigatore ATECO ISTAT.

Tutte le imprese nuove iscritte e i professionisti con partita IVA, incluse società, freelance e lavoratori autonomi, devono avere un codice ATECO.

Si ottiene al momento della dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate o tramite la registrazione al Registro delle Imprese.

Puoi utilizzare il navigatore ATECO ISTAT, consultando le sezioni, categorie e sottocategorie. In alternativa, un commercialista o la Camera di Commercio può aiutare nella scelta.

Si rischiano sanzioni fiscali, errori nel calcolo di IVA e contributi INPS, blocchi amministrativi e problemi in visure camerali.

È obbligatorio comunicare un nuovo codice ATECO quando cambia l’attività prevalente, vengono aggiunte nuove attività economiche o si modifica in modo sostanziale il modello di business.

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