Pagamenti POS sotto i 5 euro: regole, pro e contro
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Pagamenti POS sotto i 5 euro: regole, pro e contro

I pagamenti tramite POS sotto i 5€ sono diventati una realtà quotidiana sia per gli esercenti che per i consumatori italiani. Con l’ormai definitivo sorpasso dei pagamenti digitali su quelli in contante avvenuto in Italia nel 2024, infatti, le transazioni elettroniche si sono consolidate come strumento principale per acquisti di ogni importo. 

Nel primo semestre del 2025, inoltre, il valore dei pagamenti con carta ha superato i 236 miliardi di euro. Questo conferma l’urgenza per gli esercenti di capire come gestire correttamente anche i micropagamenti.

In questo articolo vedremo insieme quali sono le regole per accettare i pagamenti POS sotto i 5€, i vantaggi e le principali criticità legate ai pagamenti digitali. Inoltre, analizzeremo le commissioni dei pagamenti e le strategie per rendere ogni transazione veloce, sicura e trasparente.

Pagamenti POS sotto i 5€ in Italia

In Italia non esiste un importo minimo per l’accettazione dei pagamenti POS. Per questo, anche un pagamento POS sotto i 5€ deve essere accettato dal commerciante. Questo obbligo è sancito dall’art. 15, commi 4 e 4-bis, del D.L. 179/2012, come modificato dal D.L. 152/2021 e dal D.L. 36/2022

Inoltre, la Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2) disciplina i servizi di pagamento e, a livello europeo, vieta l’applicazione di sovrapprezzi per determinati strumenti di pagamento.

Infine, è importante sottolineare che indicare un importo minimo per i pagamenti POS, magari esponendo un avviso “pagamento minimo 5€”, non esonera dall’obbligo di accettazione

Anche le microtransazioni POS sotto i 5€ rientrano quindi nell’obbligo POS. Questo rende fondamentale per i commercianti conoscere procedure, costi e strumenti per gestire correttamente ogni transazione.

Obblighi legali e sanzioni per l'esercente 

Obblighi legali e sanzioni per l’esercente 

In Italia, come detto, l’obbligo di accettare pagamenti con carta riguarda tutte le transazioni, compresi i micropagamenti sotto i 5€ o i pagamenti sotto 10€. In caso contrario, è prevista una sanzione amministrativa fissa di 30€ + il 4% dell’importo rifiutato per ogni singolo episodio.

Questi obblighi si applicano a tutti i professionisti e commercianti B2B/B2C, inclusi negozi, ristoranti, bar e servizi alla persona. È quindi fondamentale per ogni esercente conoscere in modo preciso la normativa. 

Il mancato rispetto non solo comporta sanzioni per l’esercente, ma può anche generare problemi legali e compromettere la reputazione commerciale.

Quando puoi dire di no al pagamento POS sotto i 5 euro?

Negli ultimi anni questa domanda viene posta sempre più spesso per i pagamenti di importo molto basso. Tra voci contrastanti e vecchie abitudini, molti si chiedono se sotto i 5 euro il POS possa essere rifiutato. Proprio per questo è utile fare chiarezza.

Prendendo come riferimento quanto previsto dalla normativa italiana, l’esercente può legittimamente rifiutare il pagamento nei seguenti casi:

  • Quando lo strumento di pagamento presentato non rientra tra quelli effettivamente accettati, a condizione che l’esercente renda comunque disponibili almeno una carta di debito, una carta di credito e una carta prepagata, come previsto dalla normativa vigente.
  • In caso di comprovata impossibilità tecnica, come guasto del terminale POS, blackout elettrico e indisponibilità della linea dati.

L’impossibilità tecnica deve essere reale e verificabile, ad esempio tramite segnalazioni del provider o log del terminale. È comunque buona prassi informare il cliente in modo trasparente e offrire alternative di pagamento, come bonifico o pagamento differito. 

Mere motivazioni economiche legate al costo delle commissioni o ad importi troppo ridotti, invece, non giustificano mai il rifiuto di pagamenti POS sotto i 5€.

Ricevute per micropagamenti

Ricevute per micropagamenti

Per i pagamenti POS sotto i 5 o 10€, l’elemento fiscalmente rilevante non è la ricevuta cartacea, ma l’emissione del documento commerciale. Al momento della vendita, infatti, il Registratore Telematico registra i dati dell’operazione per poi trasmetterli entro 12 giorni all’Agenzia delle Entrate. 

Su esplicita richiesta del cliente, può essere fornita una copia del documento commerciale in formato digitale (ad esempio via email, SMS, app o QR code) oppure in formato cartaceo

Questa gestione è particolarmente efficace per i pagamenti POS sotto i 5€, perché riduce tempi, costi e sprechi. In questo modo viene inoltre mantenuta la piena tracciabilità delle spese e la conformità normativa.

Velocità e sicurezza sui pagamenti di piccole dimensioni (SCA)

Nei pagamenti POS sotto i 5€, velocità e sicurezza convivono grazie alle regole sulla Strong Customer Authentication (SCA) introdotte dalla PSD2 (la seconda direttiva europea sui servizi di pagamento, Payment Services Directive 2 in inglese). 

Per i pagamenti contactless sotto i 50€, in particolare, di norma non è richiesto l’inserimento del PIN o un’autenticazione forte. Questa esenzione vale però solo entro determinate soglie cumulative. La SCA viene nuovamente richiesta quando il totale dei pagamenti contactless supera 150€ o dopo 5 transazioni consecutive senza autenticazione.

L’emittente della carta può però richiedere la SCA anche per importi bassi, come in presenza di operazioni considerate a rischio. Le esenzioni sono quindi limitate e subordinate ai controlli antifrode dei circuiti di pagamento.

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Commissioni sui micropagamenti

Nei micro pagamenti POS sotto i 5€, il tema delle commissioni è centrale, poiché i costi possono incidere maggiormente. Per questo, è preferibile scegliere sistemi di pagamento con commissioni esclusivamente percentuali o con costi fissi molto bassi. 

Le commissioni interbancarie sui pagamenti sono regolate a livello europeo dal Regolamento 2015/751

Questo ha introdotto un tetto massimo alle commissioni applicabili alle transazioni con carta all'interno dell'UE pari a:

  • Per le carte di debito e le carte prepagate, il massimale è fissato allo 0,2% del valore della transazione.
  • Per le carte di credito il limite è dello 0,3%.

Questi limiti si applicano indipendentemente dall'importo del pagamento. Tuttavia, il costo finale dipende anche dal contratto con il prestatore di servizi di pagamento.

Infine, è utile confrontare il costo di accettazione dei pagamenti elettronici con i costi nascosti per i pagamenti in contanti. Gestione della cassa, errori operativi, ammanchi e versamenti bancari richiedono infatti tempo e risorse. 

Considerando questi fattori, in molti casi i pagamenti POS anche sotto i 5€ risultano quindi più efficienti e sostenibili.

Vantaggi dei pagamenti POS sotto i 5€

Gestire pagamenti POS anche per importi molto ridotti non è solo una scelta di conformità normativa, ma una leva concreta di efficienza e competitività. 

Accettare pagamenti POS anche sotto i 5 o 10€ offre vantaggi concreti tra cui:

  • Code più rapide e maggiore conversione: i pagamenti contactless velocizzano le transazioni e riducono l’abbandono all’acquisto per mancanza di contante.
  • Esperienza cliente più fluida: i consumatori si aspettano di effettuare pagamenti con bancomat anche per importi minimi, in linea con l’evoluzione dei pagamenti.
  • Riconciliazione contabile più semplice: i pagamenti elettronici migliorano la tracciabilità delle spese e riducono le discrepanze di cassa.
  • Meno gestione del contante: diminuiscono tempi, costi e rischi legati a incassi, versamenti e sicurezza.
  • Riduzione di errori e contestazioni: le transazioni digitali sono automaticamente registrate, limitando errori manuali e dispute.
  • Responsabilità ridotta: la minore circolazione di contante riduce il rischio di furti, ammanchi ed errori di gestione, alleggerendo le responsabilità operative dell’esercente.

Nel complesso, perciò, accettare microtransazioni POS sotto i 5€ rende l’attività più efficiente, moderna e allineata alle aspettative dei clienti.

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Svantaggi principali dei pagamenti POS sotto i 5€ e come mitigarli

Accettare pagamenti POS per importi ridotti può presentare anche alcune criticità. Queste possono però essere gestite con le giuste scelte operative.

Ecco i principali svantaggi dei pagamenti POS sotto i 5 euro:

  • Costo relativo più elevato per transazione: sui micropagamenti le commissioni dei prestatori di servizi di pagamento pesano di più. È utile negoziare il contratto POS, privilegiare carte di debito e soluzioni con commissioni percentuali ridotte.
  • Dipendenza dalla connettività: i pagamenti elettronici richiedono una rete stabile. Una connessione 4G o Wi-Fi affidabile riduce i rischi di interruzione.
  • Possibili rallentamenti in caso di problemi tecnici: mantenere il POS aggiornato e testarlo regolarmente aiuta a prevenire i disservizi.
  • Scarsa chiarezza per il cliente: segnaletica visibile, “tap-to-pay” e indicazioni chiare sui metodi accettati migliorano l’esperienza e riducono le incomprensioni.

Con strumenti adeguati, i limiti dei micro pagamenti POS sotto i 5€ diventano facilmente gestibili e non compromettono l’efficienza del punto vendita.

Manuale di conformità per pagamenti POS sotto i 5 €

Manuale di conformità per pagamenti POS sotto i 5 €

Per gestire correttamente i pagamenti POS inferiori i 5€ è utile seguire alcune regole operative chiare. 

Ecco alcuni consigli per garantire conformità normativa ed efficienza:

  • Accettare sempre i pagamenti con carta, senza imporre importi minimi o rifiuti arbitrari, in linea con l’obbligo POS.
  • Non applicare sovrapprezzi sui pagamenti elettronici, in quanto la PSD2 vieta l’applicazione di sovrapprezzi per gli strumenti di pagamento basati su carta rientranti nel Regolamento (UE) sulle commissioni di interscambio. Un divieto generale di sovrapprezzo dei pagamenti nei rapporti B2C deriva inoltre dall’art. 62 del Codice del Consumo.
  • Emettere il documento commerciale tramite registratore telematico, offrendo al cliente una ricevuta digitale come modalità standard.
  • Integrare POS e registratore telematico (RT) il prima possibile, così da automatizzare flussi, ridurre errori e migliorare la riconciliazione.
  • Registrare eventuali disservizi tecnici del POS o della rete, conservando prove utili in caso di controlli.

Seguire queste pratiche consente di gestire i micro pagamenti in modo trasparente, sicuro e pienamente conforme alle norme vigenti.

Conclusioni 

I pagamenti POS sono obbligatori anche in caso di cifre sotto i 5 o i 10€. Per evitare sanzioni, perciò, è importante conoscere e rispettare la normativa vigente

Gestire correttamente pagamenti elettronici, commissioni e ricevute digitali, inoltre, migliora trasparenza dei costi e tracciabilità. Scegli quindi sistemi di pagamento adatti e monitora il costo POS nel tempo.

Domande frequenti

Non esiste alcuna cifra minima. Per legge, i pagamenti POS vanno accettati anche per 1€.

I pagamenti con bancomat sono ammessi senza limiti di importo minimo, fermo restando che l’accettazione concreta dipende dai circuiti di pagamento abilitati presso l’esercente.

Solo in caso di impossibilità tecnica comprovata, come guasto del POS o rete assente.

La sanzione è di 30€ + 4% dell’importo rifiutato, per ogni episodio.

L’obbligo POS è in vigore per esercenti e professionisti dal 2014.

I costi totali dipendono dal contratto con il gestore del terminale. Le commissioni interbancarie, invece, sono limitate allo 0,2% per carte di debito e 0,3% per carte di credito (Regolamento UE 2015/751).

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