Cosa sono i pagamenti EMV e NFC?
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Cosa sono i pagamenti EMV e NFC?

L’EMV è lo standard di sicurezza basato su chip usato per i pagamenti con carta effettuati di persona, mentre l’NFC è la tecnologia di comunicazione a corto raggio che rende possibili molti pagamenti contactless. Sebbene i due termini vengano spesso usati insieme, o addirittura confusi tra loro, indicano due cose diverse e complementari.

In questo articolo vediamo cosa sono in concreto EMV e NFC, come funzionano nella pratica e in cosa si differenziano. Spiegheremo inoltre perché per un’attività commerciale sia importante supportare entrambi al momento della cassa.

Che cos’è l’EMV?

EMV, acronimo di Europay, Mastercard e Visa, è uno standard globale per i pagamenti con carta basati su chip. La tecnologia EMV consente, in particolare, di effettuare pagamenti sia inserendo la carta fisica nel terminale sia avvicinandola al terminale per un pagamento contactless.

Questa tecnologia si basa su un microchip integrato spesso nelle carte di credito e di debito. Il chip contiene e gestisce i dati necessari per l’autenticazione della transazione. I terminali compatibili implementano a loro volta le specifiche EMV per comunicare con il chip e processare il pagamento.

Quando il cliente utilizza una carta EMV, il chip comunica con il terminale e scambia i dati necessari per verificare e autenticare la transazione. 

Nel caso dei pagamenti contactless, la carta comunica con il terminale senza essere inserita fisicamente. Questo avviene generalmente tramite la tecnologia NFC (Near Field Communication), che permette lo scambio di dati a breve distanza.

I pagamenti EMV offrono quindi un livello di sicurezza maggiore rispetto alle transazioni effettuate con la sola banda magnetica. Quest’ultima, infatti, utilizza dati statici che possono essere copiati più facilmente, mentre la tecnologia EMV impiega meccanismi di autenticazione e codici specifici per ogni transazione.

Come funzionano i pagamenti EMV

Il funzionamento di un pagamento EMV può essere descritto come un processo composto da diversi passaggi. 

Il cliente inserisce la carta con chip nel terminale oppure la avvicina al dispositivo per effettuare un pagamento contactless. Il terminale legge quindi il chip della carta o le credenziali di pagamento trasmesse tramite la tecnologia contactless.

A questo punto, carta e terminale comunicano per verificare i dati e autenticare la transazione. Durante questo proceso viene generato un codice specifico per la singola operazione, che contribuisce a impedire il riutilizzo dei dati della transazione per effettuare pagamenti fraudolenti.

A seconda della carta, del terminale e delle regole applicate alla transazione, può essere richiesto l’inserimento del PIN associato alla carta. Questo metodo, comunemente indicato come chip and PIN, combina l’utilizzo del chip EMV con un codice personale come forma di verifica durante il pagamento. 

Le informazioni vengono quindi inviate per l’autorizzazione. La transazione viene approvata o rifiutata in base alle verifiche effettuate. Se il pagamento viene autorizzato, l’operazione viene registrata e successivamente elaborata per il regolamento e la riconciliazione dei pagamenti.

Che cos'è l'NFC?

Che cos’è l’NFC?

NFC, acronimo di Near Field Communication, è una tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio, strettamente collegata alla più ampia famiglia di tecnologie RFID (Radio Frequency Identification).

A differenza dell’EMV, l’NFC non è uno standard di pagamento, ma una tecnologia di comunicazione. Il suo utilizzo più comune nell’ambito dei pagamenti riguarda i pagamenti tap-to-pay. La stessa tecnologia viene però impiegata anche in altri contesti, come i badge di accesso o lo scambio rapido di piccole quantità di dati tra dispositivi.

Nell’ambito dei pagamenti, l’NFC permette a carte contactless, smartphone, smartwatch e altri dispositivi di comunicare con un terminale semplicemente avvicinandoli, senza necessità di un contatto fisico o dell’inserimento della carta.

Come funzionano i pagamenti NFC?

Quando una carta contactless o un wallet digitale su smartphone viene avvicinato a un terminale di pagamento, la tecnologia NFC permette al dispositivo e al terminale di comunicare a distanza ravvicinata. Durante la transazione, il sistema utilizza meccanismi di sicurezza EMV, come i crittogrammi dinamici, per generare dati specifici per ogni pagamento. 

Nel caso dei wallet digitali su smartphone o smartwatch, spesso viene utilizzata la tokenizzazione. Questa sostituisce il numero di carta reale con un token univoco, evitando di esporre il dato originale durante la transazione.

Il pagamento viene quindi elaborato come transazione contactless. A seconda delle regole applicate dall’emittente della carta, dal terminale o dalla valutazione del rischio della singola transazione, al cliente potrebbe essere richiesto di sbloccare il dispositivo, inserire il PIN o fornire un’altra forma di verifica prima che il pagamento venga completato.

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EMV vs NFC: qual è la differenza?

EMV e NFC sono due tecnologie utilizzate nei pagamenti elettronici, ma svolgono funzioni differenti. EMV è uno standard globale per i pagamenti con carta basati su chip, mentre NFC è una tecnologia di comunicazione wireless che permette lo scambio di dati a corto raggio. EMV stabilisce come i dati del chip devono essere elaborati e autenticati durante una transazione, contribuendo a proteggerla dalle frodi. NFC, invece, permette alla carta o al dispositivo di comunicare con il terminale senza un collegamento fisico.

Questa differenza è importante perché non tutti i pagamenti EMV utilizzano NFC. Quando una carta con chip viene inserita nel terminale, per esempio, il pagamento utilizza la tecnologia EMV, ma non NFC. La comunicazione, infatti, avviene attraverso il contatto fisico tra carta e terminale.

Nei pagamenti contactless, invece, EMV e NFC possono essere utilizzati insieme. Una carta contactless può utilizzare le credenziali e i meccanismi di sicurezza EMV, mentre NFC permette di trasmetterli al terminale senza inserire la carta.

Lo stesso può avvenire con i mobile wallet. Smartphone e smartwatch utilizzano generalmente NFC per comunicare con il terminale e possono presentare credenziali di pagamento basate su EMV.

In sintesi, EMV riguarda lo standard e l’autenticazione del pagamento, mentre NFC riguarda la comunicazione senza contatto. Per questo, un pagamento contactless con carta o mobile wallet può utilizzare entrambe le tecnologie.

Come lavorano insieme EMV e NFC

Nei pagamenti contactless, come visto, EMV e NFC possono lavorare insieme per completare una transazione senza che la carta venga inserita nel terminale. La carta contactless utilizza infatti le credenziali e i dati del chip EMV, ma li trasmette attraverso NFC.

Quando il cliente avvicina la carta al terminale, NFC gestisce la comunicazione a corto raggio tra i due dispositivi. Il terminale riceve così le informazioni necessarie per avviare la transazione. I meccanismi EMV intervengono invece nel processo di autenticazione, contribuendo a verificare e proteggere i dati del pagamento.

Un funzionamento simile si verifica con i mobile wallet. Uno smartphone o uno smartwatch può presentare al terminale una credenziale di pagamento EMV contactless, che viene trasmessa tramite NFC. In questo modo, il dispositivo può effettuare il pagamento senza utilizzare fisicamente una carta.

Dal punto di vista del cliente, però, tutto questo processo è praticamente invisibile. L’utente deve solo avvicinare la carta o il dispositivo al terminale e attendere la conferma. Il semplice gesto del tap-to-pay è quindi il risultato della combinazione di due funzioni: NFC permette di comunicare senza contatto, mentre EMV contribuisce ad autenticare il pagamento in modo sicuro.

EMV vs Pagamenti con banda magnetica

EMV vs Pagamenti con banda magnetica

La differenza principale tra un pagamento EMV e un pagamento con banda magnetica sta nel tipo di dato trasmesso. La banda magnetica contiene dati statici: le stesse informazioni vengono lette e trasmesse identiche a ogni transazione, il che le rende vulnerabili alla clonazione, perché un dato copiato una volta resta valido anche in seguito.

Il chip EMV, invece, genera un codice di transazione univoco ogni volta che viene utilizzato. Anche se questo dato venisse intercettato, non potrebbe essere riutilizzato per un’altra transazione. 

Questo offre una protezione molto più solida contro le frodi legate alla clonazione delle carte. È uno dei motivi principali per cui, oggi, disporre di terminali abilitati EMV è considerato un requisito importante per chiunque accetti pagamenti di persona.

I pagamenti EMV e NFC sono sicuri?

Sia l’EMV sia l’NFC contribuiscono a rendere le transazioni più sicure, ciascuno a modo proprio. 

L’autenticazione basata sul chip e i dati di transazione dinamici e sempre diversi, tipici dell’EMV, riducono in modo significativo il rischio di clonazione della carta. La tokenizzazione, ampiamente usata nei pagamenti tramite wallet digitale, evita che il numero di carta reale venga esposto durante la transazione. 

Anche il raggio di comunicazione molto ridotto dell’NFC, generalmente pochi centimetri, riduce il rischio di intercettazioni a distanza. A seconda delle regole applicate, può essere inoltre richiesta una verifica aggiuntiva da parte del titolare della carta, per esempio tramite PIN.

EMV e NFC riducono rischi specifici legati al pagamento, ma non eliminano ogni possibile rischio di frode in assoluto. Restano comunque necessarie altre misure di sicurezza, sia lato esercente sia lato emittente della carta, per una protezione realmente completa.

EMV, NFC e commissioni sulle transazioni con carta presente

I pagamenti EMV effettuati inserendo fisicamente il chip nel terminale sono generalmente trattati come transazioni con carta presente. Anche i pagamenti EMV contactless, effettuati su un terminale fisico, rientrano solitamente nella stessa categoria. I pagamenti effettuati a distanza o tramite app, invece, vengono generalmente trattati come transazioni con carta non presente, con condizioni economiche diverse.

Le commissioni effettivamente applicate dipendono dall’acquirer, dal circuito di pagamento utilizzato, dal Paese, dalla tipologia di carta e dall’accordo commerciale specifico stipulato dall’esercente. Non esiste quindi una regola universale valida per ogni attività. Conviene sempre verificare le condizioni specifiche con il proprio fornitore di servizi di pagamento.

Cosa serve a un’attività per accettare pagamenti EMV e NFC

Per accettare pagamenti EMV e NFC, un’azienda deve innanzitutto disporre di un terminale di pagamento abilitato alla tecnologia EMV, dotato di uno slot per le carte con chip e di un lettore contactless compatibile con NFC. Questo dovrebbe inoltre supportare i pagamenti tramite mobile wallet, così da permettere ai clienti di utilizzare smartphone e smartwatch oltre alle carte contactless.

Il terminale deve essere collegato a un provider di servizi di pagamento o a una banca acquirer, che gestisce l’elaborazione e il regolamento delle transazioni. Quando necessario, il sistema di pagamento può essere integrato con il POS dell’attività, in modo da collegare la transazione alla vendita e semplificare la gestione degli incassi.

È importante predisporre anche un processo per la gestione delle ricevute, dei rimborsi e della riconciliazione delle transazioni. In questo modo, l’azienda può verificare più facilmente i pagamenti ricevuti e abbinarli alle operazioni registrate dal sistema.

Infine, anche il personale deve sapere come gestire le diverse modalità di pagamento. La formazione dovrebbe comprendere le transazioni con carta inserita o avvicinata al terminale, i pagamenti rifiutati e le eventuali procedure di fallback, da utilizzare quando il metodo di pagamento principale non può essere completato.

Problemi comuni con i pagamenti EMV e NFC

Anche i pagamenti EMV e NFC possono occasionalmente presentare problemi. Nella maggior parte dei casi, l’errore può dipendere dalla carta, dal dispositivo utilizzato dal cliente, dal terminale o dalla connessione. 

Tra i problemi più comuni delle transazioni EMV e NFC rientrano:

  • Errore nella lettura del chip: il terminale non riesce a leggere correttamente il chip della carta. In questo caso, può essere necessario rimuovere e reinserire la carta oppure provare un altro metodo di pagamento.
  • Pagamento contactless non riuscito: il terminale non rileva il tap o non completa la transazione. Il cliente può provare ad avvicinare nuovamente la carta o il dispositivo al lettore.
  • Carta danneggiata: un chip o una carta fisicamente danneggiati possono impedire la corretta elaborazione del pagamento.
  • Mobile wallet non autenticato: lo smartphone o lo smartwatch potrebbe richiedere un’autenticazione aggiuntiva, come lo sblocco del dispositivo o una verifica biometrica.
  • Problemi di connessione del terminale: una connessione instabile può impedire al terminale di comunicare con il provider di pagamento e completare la transazione.
  • Transazione rifiutata: il pagamento può essere rifiutato per diversi motivi, ad esempio per una verifica negativa da parte dell’emittente della carta. In questi casi, l’esercente non dovrebbe presumere la causa del rifiuto, ma invitare il cliente a utilizzare un altro metodo di pagamento o a contattare la propria banca.
  • Tap troppo rapido o distante: il cliente potrebbe allontanare la carta o il dispositivo prima che il terminale abbia completato la lettura. È quindi importante mantenere il dispositivo vicino al lettore fino alla conferma.

Per evitare interruzioni nella vendita, l’azienda dovrebbe avere una procedura chiara per riprovare il pagamento o proporre un metodo alternativo. Se un secondo tentativo non va a buon fine, il cliente può utilizzare un’altra carta, un mobile wallet o un diverso metodo di pagamento disponibile.

Come le attività utilizzano i pagamenti EMV e NFC

Come le attività utilizzano i pagamenti EMV e NFC

Accettare sia pagamenti EMV con chip sia pagamenti contactless tramite NFC permette a un’attività di offrire ai propri clienti la possibilità di pagare con carte fisiche, smartphone e smartwatch, coprendo tutte le preferenze di pagamento più comuni oggi.

Questo si traduce in un checkout più rapido, soprattutto per gli acquisti di importo contenuto, dove il tap-to-pay riduce sensibilmente i tempi rispetto all’inserimento del PIN. Accettare più metodi di pagamento digitale riduce anche la dipendenza dai contanti, semplificando la gestione della cassa.

Collegare i terminali di pagamento al proprio sistema di cassa permette inoltre di avere un quadro più chiaro e affidabile delle vendite e degli incassi. Per le attività che hanno bisogno di maggiore flessibilità, un dispositivo POS mobile permette di accettare pagamenti anche senza essere vincolati a una postazione di cassa fissa.

Tutti i terminali myPOS sono dotati di slot per pagamenti EMV con chip e, allo stesso tempo, accettano pagamenti NFC. In questo modo, potrai coprire con un unico dispositivo le diverse modalità di pagamento richieste oggi dai clienti.

Domande frequenti

Le commissioni non dipendono semplicemente dal fatto che un pagamento utilizzi EMV o NFC. Vengono determinate soprattutto dal contratto con il provider, dal circuito, dal tipo di carta e dalle condizioni applicate alla transazione. Un pagamento contactless può quindi avere costi simili a un pagamento EMV con carta inserita.

Non adottare terminali compatibili con EMV può limitare i metodi di pagamento accettatie aumentare l’esposizione alle frodi. Inoltre, in alcuni mercati, la responsabilità per determinate transazioni fraudolente può ricadere sull’esercente che non utilizza una soluzione EMV quando disponibile.

È importante considerare commissioni, metodi di pagamento supportati, tempi di accredito, sicurezza, strumenti di reporting, gestione di rimborsi e chargeback e qualità dell’assistenza. Per un’attività con POS integrato, è utile verificare anche la compatibilità con i sistemi già utilizzati.

Un chargeback è una contestazione di una transazione da parte del titolare della carta. L’utilizzo di EMV può offrire maggiori elementi per dimostrare che una transazione è stata autenticata correttamente, ma non impedisce automaticamente i chargeback né elimina la possibilità di contestazioni.

I provider di pagamento offrono generalmente dashboard e report con informazioni su transazioni, importi, rimborsi, storni e commissioni. Questi dati possono essere integrati con il POS o con altri sistemi aziendali per facilitare la riconciliazione.

È necessario utilizzare un terminale e un sistema di pagamento compatibili con i wallet supportati. Se il POS gestisce già i pagamenti contactless, l’integrazione può essere disponibile tramite il payment provider senza dover modificare l’intero sistema.

La transizione può richiedere l’aggiornamento dei terminali, la configurazione del sistema di pagamento e l’integrazione con il POS. È inoltre necessario formare il personale e verificare che procedure come rimborsi, fallback e riconciliazione funzionino correttamente.

L’azienda dovrebbe verificare gli obblighi applicabili nel proprio Paese e settore, oltre ai requisiti stabiliti dal proprio payment processor e dai circuiti di pagamento. Per questioni normative specifiche, è consigliabile affidarsi alle indicazioni delle autorità competenti o a un professionista qualificato.

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