Aprire un catering in Italia: guida passo passo
Ultimo aggiornamento: 30.10.2026
Aprire un’attività di catering in Italia può essere un’ottima opportunità per trasformare la passione per la cucina in un progetto imprenditoriale.
Nel 2025 il comparto italiano del banqueting e catering è cresciuto dell’8% e ha superato i 2,3 miliardi di euro di fatturato complessivo, secondo i dati ANBC-FIPE pubblicati a marzo 2026.
In questa guida scoprirai come aprire un catering in Italia, anche partendo da una cucina domestica, quali requisiti rispettare e come organizzare gli aspetti economici e operativi dell’attività.
Vedremo inoltre come scegliere attrezzature e menù, definire i prezzi e promuovere i tuoi servizi per raggiungere i clienti giusti.
INDICE DEI CONTENUTI
- Individua la tua nicchia nel catering in Italia
- Crea un business plan per il tuo catering
- Requisiti legali per aprire un’attività di catering in Italia
- Si può aprire un catering da casa in Italia?
- Attrezzature essenziali per aprire un catering
- Scegliere e allestire la location del proprio catering
- Studia un menù ispirato alla tradizione italiana
- Strategie di prezzo nel settore catering italiano
- Strategie di marketing per il tuo servizio di catering in Italia
- Assumere e formare personale di catering in Italia
- Integrare la tecnologia nella tua attività di catering
- Quanto costa aprire un’attività di catering?
- Come iniziare ad accettare pagamenti per la tua attività di catering
Individua la tua nicchia nel catering in Italia
Il settore del catering offre opportunità diverse, dalle cerimonie private agli eventi aziendali. Scegliere una nicchia precisa ti aiuta a distinguerti dalla concorrenza e a costruire un’offerta riconoscibile.
Il primo passo è capire a chi vuoi rivolgerti e quali eventi vuoi servire.
In base alle tue competenze, al budget e alle attrezzature disponibili, puoi specializzarti in:
- Catering per matrimoni e cerimonie;
- Catering per eventi aziendali;
- Catering per feste private e compleanni;
- Catering vegetariano o sostenibile;
- Catering per festival ed eventi all’aperto.
Ogni segmento può essere ulteriormente specializzato. Se scegli di lavorare nel settore dei matrimoni, ad esempio, puoi dedicarti alla pasticceria nuziale, ai buffet o a servizi completi per il ricevimento.
Per individuare le opportunità nella tua zona, considera questi aspetti:
- Studia la concorrenza: analizza le attività concorrenti, i servizi proposti e le fasce di prezzo, cercando esigenze ancora poco soddisfatte.
- Osserva le preferenze dei clienti: verifica se nella tua area esiste una domanda per menù vegetariani, proposte stagionali o servizi personalizzati.
- Valuta la domanda locale: considera il numero di eventi aziendali, matrimoni, feste e manifestazioni organizzati durante l’anno.
- Parti dalle tue risorse: se disponi già di una cucina professionale o di un piccolo laboratorio, puoi iniziare con una gamma limitata di servizi.
- Testa l’interesse del mercato: raccogli feedback sui tuoi menù e valuta la partecipazione a fiere o piccoli eventi. Prima di preparare o vendere alimenti al pubblico, verifica però gli adempimenti amministrativi e sanitari applicabili, anche per le attività temporanee.
Definire una nicchia ti permette di concentrare gli investimenti sulle attrezzature realmente necessarie e di sviluppare un’offerta coerente con le aspettative del tuo pubblico.
Crea un business plan per il tuo catering
Prima di avviare l’attività, è importante preparare un business plan realistico.
Il documento ti aiuta a definire obiettivi, costi, investimenti e strategie commerciali. Può essere utile anche quando presenti il progetto a una banca o a potenziali finanziatori.
Per costruirlo, considera questi passaggi:
- Analizza il mercato locale: raccogli informazioni sui concorrenti, sulla domanda e sulle opportunità del settore catering e banqueting nella tua zona.
- Definisci il pubblico: stabilisci se vuoi lavorare principalmente con privati, aziende o organizzatori di eventi.
- Scegli come organizzare l’attività: valuta la forma giuridica, il luogo di preparazione degli alimenti e le modalità di servizio presso i clienti.
- Pianifica l’investimento iniziale: includi attrezzature, materie prime, locali, trasporto, confezionamento e personale.
- Definisci le strategie di marketing: individua i canali più adatti per promuovere il servizio e acquisire clienti.
- Prevedi ricavi e spese: stabilisci i tuoi obiettivi finanziari, considerando stagionalità, costi fissi e numero di eventi che puoi gestire.
Per stimare i ricavi, parti da un’ipotesi concreta: quanti eventi puoi organizzare in un mese? Quanti ospiti prevedi di servire? Quale prezzo puoi proporre mantenendo un margine adeguato?
Considera anche i periodi di minore attività. Un catering specializzato in matrimoni, ad esempio, potrebbe concentrare buona parte del fatturato in alcuni mesi dell’anno.
Per raccogliere informazioni puoi utilizzare Google Trends, dati delle Camere di Commercio e strumenti di analisi delle ricerche online.
Il business plan dovrebbe essere aggiornato periodicamente, confrontando le previsioni con i risultati effettivi.
Requisiti legali per aprire un’attività di catering in Italia
Per aprire un catering devi rispettare gli obblighi amministrativi, fiscali e sanitari previsti per la tua attività.
I principali aspetti da verificare sono:
- Partita IVA, Registro delle Imprese e codice ATECO: devi individuare la forma giuridica, il regime fiscale e il codice ATECO appropriati. Nella classificazione ATECO 2025, il catering per eventi rientra nella classe 56.21, che distingue i servizi presso la location del cliente (56.21.01) da quelli presso sale per banchetti (56.21.02). Il catering su base contrattuale rientra invece nella classe 56.22. Puoi consultare le note esplicative ISTAT. Il regime forfettario è disponibile soltanto per le persone fisiche che soddisfano i requisiti previsti.
- Iscrizione e adempimenti previdenziali: partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e formalità INPS e INAIL applicabili possono essere gestite attraverso la Comunicazione Unica. Le posizioni previdenziali e assicurative dipendono dalla struttura dell’impresa, dal titolare e dalla presenza di dipendenti.
- SCIA e SUAP: per avviare l’attività devi verificare la procedura prevista presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) competente. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), quando richiesta, deve essere presentata secondo le modalità stabilite per la specifica attività, insieme agli eventuali allegati.
- Requisiti professionali: per le attività di vendita o somministrazione alimentare soggette a tali requisiti, l’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010 prevede diverse possibilità: un corso riconosciuto, un’esperienza professionale pertinente oppure un titolo di studio idoneo. Il corso SAB, quindi, non è sempre obbligatorio.
- Notifica sanitaria e HACCP: gli operatori alimentari devono seguire le procedure di registrazione e notifica sanitaria applicabili, secondo il Regolamento CE 852/2004. Devono inoltre adottare procedure di autocontrollo basate sui principi HACCP. La formazione degli addetti deve essere adeguata alle mansioni e rispettare le disposizioni regionali.
- Allergeni e tracciabilità: devi fornire le informazioni previste sugli allergeni, anche per gli alimenti non preimballati, secondo il Regolamento UE 1169/2011. Il Regolamento CE 178/2002 stabilisce inoltre gli obblighi di rintracciabilità degli alimenti lungo la filiera.
Prima di investire in locali e attrezzature, confrontati con il SUAP, l’autorità sanitaria competente e un commercialista per verificare gli adempimenti richiesti dal servizio che intendi offrire.
Si può aprire un catering da casa in Italia?
Sì, in determinate condizioni è possibile preparare alimenti destinati alla vendita anche in una cucina domestica. Devi però verificare che i locali siano idonei e rispettino i requisiti igienico-sanitari e le disposizioni amministrative applicabili.
Il Regolamento CE 852/2004 prevede infatti requisiti specifici anche per le abitazioni private nelle quali vengono preparati regolarmente alimenti destinati al mercato.
Questi riguardano, tra gli altri aspetti, la pulizia delle superfici, la conservazione degli alimenti, la disponibilità di acqua potabile e la prevenzione delle contaminazioni.
La classificazione ATECO 2025 include inoltre l’home restaurant nel codice 56.21.01. È però importante distinguere le due attività: un home restaurant prevede la somministrazione di pasti presso l’abitazione dell’operatore, mentre un catering può preparare gli alimenti in una cucina e servirli presso la location del cliente.
L’inquadramento ATECO non sostituisce le verifiche sui locali e sulle autorizzazioni necessarie.
Prima di utilizzare la cucina di casa per un’attività commerciale, rivolgiti al SUAP del Comune e all’ASL competente. Potrai così verificare la procedura da seguire ed evitare investimenti in locali che non soddisfano i requisiti richiesti.
Attrezzature essenziali per aprire un catering
Per organizzare una cucina destinata al catering servono attrezzature adeguate al menù, alla quantità di pasti da preparare e alle modalità di servizio.
Tra gli strumenti da considerare rientrano:
- Piani cottura e, quando necessari, friggitrici professionali;
- Griglie e forni adatti alle preparazioni previste;
- Tavoli e superfici di lavoro facilmente sanificabili;
- Frigoriferi e celle frigorifere con capacità adeguata;
- Lavelli e lavastoviglie per la pulizia di utensili e stoviglie;
- Frullatori, impastatrici e altri strumenti di preparazione;
- Contenitori e vasche per alimenti, resistenti e lavabili.
Non tutte queste attrezzature sono indispensabili per ogni attività. Un catering specializzato in buffet freddi, ad esempio, avrà esigenze diverse rispetto a uno che prepara pasti caldi per centinaia di invitati.
La cucina deve essere organizzata per prevenire le contaminazioni incrociate e permettere di pulire, preparare e conservare gli alimenti in condizioni igieniche adeguate.
Può essere necessario separare alcune lavorazioni o utilizzare utensili dedicati, in base agli alimenti trattati e alle procedure di autocontrollo.
Anche i sistemi di aspirazione e gli spazi per il lavaggio devono essere adeguati alla cucina e alle apparecchiature utilizzate.
Non esiste una superficie minima nazionale di 25 m² valida per tutte le cucine domestiche destinate al catering. L’idoneità dei locali deve essere verificata secondo le disposizioni applicabili.
Trasporto e conservazione degli alimenti
Se prepari i pasti in una cucina e li servi altrove, devi organizzare anche il trasporto.
Utilizza contenitori idonei, proteggi gli alimenti dalle contaminazioni e mantieni le temperature necessarie durante il tragitto. Il veicolo deve essere adatto agli alimenti trasportati e consentire condizioni igieniche adeguate. Non è previsto in ogni caso l’utilizzo esclusivo del mezzo per il trasporto dei pasti.
Il tipo di attrezzatura necessaria dipende dagli alimenti, dalla durata del viaggio e dalle condizioni di conservazione.
Scegliere e allestire la location del proprio catering
La posizione ideale per avviare un servizio di catering dipende dalla clientela a cui vuoi rivolgerti e dalle caratteristiche del mercato locale.
Città come Roma, Milano e Napoli possono offrire opportunità legate a eventi aziendali e privati. Le aree provinciali possono invece essere interessanti per matrimoni, cerimonie e manifestazioni locali.
Per individuare la posizione più adatta, considera domanda, concorrenza, accessibilità e distanza dalle location degli eventi. Valuta anche la presenza di aziende, sale ricevimenti e organizzatori che potrebbero diventare partner commerciali.
Una volta individuati i locali, pianifica la disposizione delle attrezzature.
Prepara una mappa delle aree di preparazione, conservazione, cottura e confezionamento, in modo da organizzare correttamente gli spostamenti del personale e degli alimenti.
Gli impianti devono essere adeguati alle lavorazioni previste e gli ambienti devono permettere operazioni di pulizia e sanificazione efficaci.
Un’organizzazione funzionale degli spazi aiuta a ridurre i tempi di preparazione e a gestire più facilmente i momenti di maggiore lavoro, mantenendo il rispetto delle procedure igieniche.
Studia un menù ispirato alla tradizione italiana
Per creare un menù efficace, parti dalle preferenze dei clienti e dal tipo di eventi che vuoi organizzare. Analizza le proposte dei concorrenti, individua i piatti più richiesti e cerca opportunità per distinguerti.
La cucina italiana e regionale può essere un elemento di differenziazione, soprattutto quando valorizzi specialità locali e ingredienti di stagione. Puoi collaborare con fornitori del territorio, valutando disponibilità, qualità e continuità degli approvvigionamenti.
Quando progetti il menù, considera questi aspetti:
- Varietà: proponi un assortimento equilibrato di antipasti, primi, secondi, contorni e dolci.
- Esigenze alimentari: includi, quando coerenti con la tua offerta, opzioni vegetariane, vegane o adatte a specifiche preferenze.
- Identità gastronomica: valorizza specialità regionali, come pasta fresca, formaggi e dolci tradizionali.
- Presentazione: cura l’aspetto dei piatti e prepara fotografie da utilizzare sul sito e nei materiali promozionali.
Adatta le preparazioni anche al formato dell’evento.
Per un meeting aziendale, ad esempio, finger food e monoporzioni possono rendere il servizio più pratico. Per un matrimonio potresti proporre un menù completo con più portate.
Considera inoltre la fattibilità delle preparazioni: un piatto eccellente appena cucinato potrebbe essere poco adatto a un servizio che richiede trasporto e mantenimento della temperatura.
Tieni aggiornate le informazioni sugli allergeni e verifica le schede degli ingredienti ogni volta che modifichi una ricetta.
Strategie di prezzo nel settore catering italiano
Stabilire i prezzi del tuo servizio richiede di conoscere il costo effettivo di ogni evento.
Oltre alle materie prime, considera personale, trasporto, allestimento, confezionamento e noleggio di eventuali attrezzature. A queste spese devi aggiungere una quota dei costi fissi dell’attività.
Quando prepari un preventivo, valuta:
- Mercato locale: considera il budget dei clienti e le caratteristiche degli eventi organizzati nella tua zona.
- Concorrenza: confronta i prezzi di servizi simili, tenendo conto di ciò che includono.
- Posizionamento: stabilisci se vuoi offrire un servizio premium, formule accessibili o proposte personalizzate.
- Numero di ospiti: considera come cambiano i costi di ingredienti, personale e attrezzature al variare dei partecipanti.
Per esempio, un evento con 30 invitati può richiedere comunque trasporto, preparazione e allestimento. Per questo il prezzo a persona potrebbe risultare più elevato rispetto a quello di un evento più grande.
Puoi prevedere pacchetti e offerte dedicate, purché il prezzo copra i costi e lasci un margine adeguato.
Evita di abbassare le tariffe senza conoscere la redditività di ogni evento. Un prezzo competitivo deve permetterti di mantenere qualità del servizio e sicurezza alimentare.
Strategie di marketing per il tuo servizio di catering in Italia
Per promuovere un catering, combina attività online e offline in base al pubblico che vuoi raggiungere.
Una strategia rivolta alle aziende avrà caratteristiche diverse da una dedicata a matrimoni e feste private.
Marketing online
La presenza digitale aiuta i potenziali clienti a conoscere i tuoi servizi, vedere i piatti e richiedere un preventivo.
Puoi concentrarti su tre attività:
- Crea un sito web professionale: presenta i servizi, le tipologie di eventi, alcune proposte di menù e fotografie di qualità. Rendi semplice contattarti o richiedere un preventivo.
- Utilizza i social media: Instagram, TikTok e Facebook possono essere utili per mostrare preparazioni, allestimenti ed eventi realizzati.
- Collabora con creator locali: food blogger e professionisti che si rivolgono al tuo pubblico possono aiutarti a far conoscere l’attività.
Per raggiungere i clienti della tua zona, cura anche la presenza nelle ricerche locali.
Una scheda Google Business Profile aggiornata, con informazioni corrette, fotografie e recensioni, può essere utile quando i potenziali clienti cercano un catering vicino a loro.
Scegli i canali che riesci a gestire con continuità. La qualità dei contenuti e la pertinenza del pubblico sono più importanti del numero di piattaforme utilizzate.
Marketing offline
La promozione diretta rimane importante, soprattutto in un settore basato sulla fiducia e sulla qualità del servizio.
Puoi partecipare a fiere, manifestazioni gastronomiche ed eventi dedicati ai matrimoni per conoscere potenziali clienti e collaboratori.
Un’altra possibilità è creare rapporti con location per eventi, wedding planner, fioristi e fotografi. Questi professionisti possono consigliare i tuoi servizi ai clienti che stanno organizzando un ricevimento.
Anche il passaparola può contribuire a generare nuove richieste: cura l’esperienza dei clienti e mantieni i contatti dopo gli eventi.
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Assumere e formare personale di catering in Italia
Il personale ha un ruolo fondamentale nella qualità del servizio, soprattutto durante eventi con molti ospiti.
Prima di assumere, definisci le mansioni e le competenze necessarie, distinguendo tra cucina, trasporto, allestimento e servizio.
Tra le qualità da valutare rientrano:
- Esperienza nel catering o nella ristorazione;
- Conoscenza delle preparazioni previste dal menù;
- Capacità di lavorare in squadra e sotto pressione;
- Attitudine alla gestione delle richieste dei clienti;
- Attenzione all’igiene e ai dettagli del servizio.
Per trovare collaboratori puoi utilizzare portali come Indeed e InfoJobs, oltre a canali locali e contatti nel settore della ristorazione.
Quando assumi dipendenti, devi rispettare gli obblighi relativi a contratti, retribuzioni e salute e sicurezza sul lavoro previsti dal D.Lgs. 81/2008.
La formazione deve comprendere anche istruzioni adeguate alle mansioni in materia di igiene alimentare, allergeni e prevenzione delle contaminazioni. Le modalità formative per gli alimentaristi possono variare tra le Regioni italiane.
Dedica inoltre tempo alle procedure interne: ogni collaboratore dovrebbe sapere come gestire gli alimenti, organizzare il servizio e affrontare eventuali imprevisti durante un evento.
Integrare la tecnologia nella tua attività di catering
Gli strumenti digitali possono aiutarti a gestire le prenotazioni, coordinare gli eventi e controllare le scorte.
Un sistema per raccogliere le richieste di preventivo e organizzare le prenotazioni permette di conservare in un unico ambiente informazioni su date, numero di invitati, menù e servizi richiesti. Puoi così ridurre gli scambi di messaggi e controllare più facilmente gli impegni già confermati.
Questi strumenti possono contribuire a migliorare la gestione delle vendite, soprattutto quando segui diversi eventi contemporaneamente.
Con la crescita dell’attività, valuta anche un software per il magazzino, utile per monitorare scorte, consumi e scadenze degli ingredienti.
Infine, un menù digitale o un sistema di ordinazione online può semplificare la presentazione delle proposte e la raccolta delle preferenze dei clienti.
Scegli gli strumenti in base al volume di lavoro e alle esigenze effettive: per una piccola attività, all’inizio potrebbe bastare una configurazione essenziale.
Quanto costa aprire un’attività di catering?
In Italia, l’investimento iniziale indicativo varia da 20.000-40.000 € per un catering che utilizza una cucina professionale in affitto o condivisa, fino a 60.000-150.000 € per un’attività con laboratorio proprio, attrezzature e mezzo di trasporto.
Ecco una stima dei principali costi da considerare nel 2026:
| Voce di spesa | Costo indicativo | Frequenza |
| Attrezzature professionali da cucina | 15.000-45.000 € | Iniziale |
| Adeguamento dei locali | 15.000-50.000 € | Iniziale, se necessario |
| Furgone refrigerato o isotermico | 8.000-25.000 € | Acquisto |
| Attrezzature per buffet e servizio | 5.000-15.000 € | Iniziale |
| Pratiche amministrative e consulenze | 3.000-7.000 € | Iniziale |
| Affitto laboratorio | 500-1.500 € | Mensile |
| Utenze | 800-1.500 € | Mensile |
| Personale fisso (es. 2 cuochi) | 4.700-5.200 € | Mensile |
| Materie prime alimentari | 28-35% dei ricavi | Variabile |
| POS portatile myPOS Go 2 | 39 € + IVA | Acquisto |
Le cifre sono stime orientative, non tariffe ufficiali. Le voci non vanno necessariamente sommate: una cucina attrezzata in affitto può evitare l’acquisto di macchinari e i lavori di adeguamento. I costi effettivi dipendono da città, dimensioni e modello operativo.
Per i pagamenti con carta, considera anche le commissioni: il piano Standard di myPOS parte dall’1,20% per transazione, con tariffe che variano in base al metodo di pagamento.
Come iniziare ad accettare pagamenti per la tua attività di catering
Nel catering, i pagamenti arrivano in momenti diversi: l’acconto alla prenotazione, il saldo prima o dopo l’evento e gli eventuali extra dell’ultimo minuto. Con myPOS, puoi gestire ogni situazione senza rincorrere i clienti o dipendere dai bonifici.
Quando un cliente conferma un matrimonio o una cena aziendale, puoi inviargli una richiesta di pagamento myPOS via email o WhatsApp per incassare l’acconto. Il giorno dell’evento, un POS portatile myPOS Go 2, con SIM dati inclusa, ti permette di accettare il saldo direttamente nella location, anche se lavori ogni settimana in un posto diverso.
Se gestisci anche un open bar o un buffet con consumazioni a pagamento, myPOS Glass consente al personale di incassare con uno smartphone compatibile, senza acquistare altri terminali. E se gli invitati aumentano o il cliente aggiunge servizi all’ultimo momento, puoi riscuotere subito gli importi extra.
I pagamenti vengono accreditati immediatamente sul conto business myPOS, dandoti accesso agli incassi per acquistare ingredienti, pagare i fornitori e preparare il prossimo evento.
Domande frequenti
Cosa serve per aprire un catering?
Per aprire un catering in Italia devi individuare la forma giuridica e il codice ATECO corretti, aprire la partita IVA e completare gli adempimenti camerali, previdenziali e assicurativi applicabili. Devi inoltre verificare la SCIA e la notifica sanitaria attraverso il SUAP, disporre di locali idonei e adottare procedure di autocontrollo HACCP adeguate all’attività.
Chi può aprire un catering?
Può aprire un catering chi soddisfa i requisiti amministrativi, professionali e sanitari previsti per l’attività. Quando è richiesto il requisito professionale per la vendita o somministrazione di alimenti e bevande, può essere dimostrato attraverso un corso riconosciuto, un’esperienza lavorativa pertinente oppure un titolo di studio idoneo. Devono inoltre essere rispettati gli obblighi relativi alla sicurezza alimentare.
Quanto si guadagna con un catering?
Il guadagno dipende dal numero di eventi, dal prezzo dei servizi e dai costi sostenuti. Per stimare il fatturato puoi moltiplicare il numero di eventi per il ricavo medio di ciascuno. Ad esempio, 20 eventi da 2.000€ generano 40.000€ di ricavi lordi. Per conoscere il risultato economico devi sottrarre materie prime, personale, trasporto, costi fissi e altre spese. Il fatturato, quindi, non coincide con l’utile.
Quanti soldi servono per aprire un catering?
L’investimento dipende soprattutto dai locali e dalle attrezzature necessarie. Aprire un’attività con una cucina professionale propria richiede generalmente più risorse rispetto a un modello che utilizza strutture già disponibili e attrezzature a noleggio. Per preparare un budget realistico, considera spese iniziali, costi operativi, adempimenti e liquidità necessaria per sostenere i primi eventi.
È possibile preparare il cibo in una cucina e completare le lavorazioni sul luogo dell’evento?
Sì, purché le lavorazioni siano previste dalle procedure di autocontrollo e gli spazi utilizzati siano idonei. Devi organizzare il trasporto in condizioni igieniche adeguate, mantenere le temperature necessarie e verificare che la cucina della location disponga delle attrezzature richieste per completare le preparazioni in sicurezza.
Chi è responsabile della sicurezza alimentare quando la location mette a disposizione la cucina?
La responsabilità dipende dalle attività svolte e controllate da ciascun operatore. Il contratto dovrebbe chiarire chi gestisce attrezzature, pulizia, conservazione degli alimenti e informazioni sugli allergeni. Questi accordi aiutano a definire i compiti operativi, ma ogni soggetto mantiene gli obblighi previsti dalla normativa per le attività sotto il proprio controllo.
Come si documentano le temperature degli alimenti durante il trasporto?
Il piano di autocontrollo deve stabilire quali temperature monitorare, quando effettuare le misurazioni e come registrarle. Le modalità dipendono dagli alimenti, dalla durata del trasporto e dalle condizioni di conservazione. Se viene rilevata un’anomalia, è necessario applicare le misure correttive previste per garantire la sicurezza dei prodotti.
Che cosa fare se una richiesta relativa a un allergene arriva all’ultimo momento?
Prima di confermare una modifica al menù, verifica ingredienti, schede tecniche e possibilità di contaminazione crociata durante preparazione e servizio. Se puoi gestire la richiesta in sicurezza, informa il personale e aggiorna le indicazioni pertinenti. Se non disponi di informazioni affidabili o non puoi garantire una preparazione adeguata, comunica chiaramente al cliente che non puoi soddisfare la richiesta.





